Mar

23

Quando parlo con i miei amici di altre religioni, specialmente cattolici, mi viene chiesto spesso che cosa pensiamo del Natale o della Pasqua, o se i mormoni festeggiano tali giorni.

Naturalmente non c’ è niente di male in questa domanda, e sono sempre felice di poter rispondere, ma mi chiedo perchè tale domanda sia fatta con tanta frequenza. L’ impressione che ho è che tale domanda sia fatta perchè il Natale e la Pasqua sono ricorrenze importantissime per la fede cristiana, non importando di quale chiesa o denominazione stiamo parlando.

Suppongo inoltre che ci sia una scarsa comprensione del fatto che i mormoni siano cristiani, e che, infatti, il nome ufficiale e appropriato della chiesa sia Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Non che il nome sia l’ unica cosa che importa, ma se una delle maniere di determinare se una chiesa è cristiana è quella di vedere come si chiama, direi che i mormoni sono più cristiani dei battisti, cattolici, presbiteriani, o luterani. Infatti, queste chiese (a giudicare solo dal nome naturalmente) sembrano concentrarsi in altri aspetti, come  il fatto di essere universale (cattolica), o il battesimo (battisti), o essere seguaci di Lutero (luterani), ecc.

Come ho detto prima, il nome da solo non determina necessariamente il contenuto di una religione, però chiaramente ha un significato, o per lo meno manda un messaggio.

Se il nome della chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni fosse realmente chiesa mormone, allora potremmo dire che siamo principalmente seguaci di Mormon, che era un profeta vissuto nelle antiche americhe. Mormon era una persona del calibro di Mosè, Abramo, o Pietro, quindi un’ottima persona da seguire, e un grande esempio di fede e di vita. Essere seguaci di profeti è senz’ altro una buona cosa, ma non è sufficiente. Profeti sono essere umani, e malgrado siano importanti per aiutarci a trovare e seguire il cammino, solo Gesù Cristo è il vero cammino, infatti Gesù è il cammino, la verità e la vita, e nessuno può ritornare a Dio senza l’aiuto di Gesù Cristo.

Quindi, i cosiddetti “mormoni” accettano e usano questo nome perchè comunque è il nome di un grande profeta, è un nome che è ormai entrato nell’uso comune e, anche se non è molto importante, è molto più corto del nome ufficiale della chiesa.

L’uso di questo nome, però, a volte crea confusione, come nel caso di quello che successe in Brasile alcuni anni fa, quando un giornalista scrisse qualcosa del tipo

“i membri di due chiese sono stati i più rapidi ad intervenire e ad aiutare la popolazione, i membri della chiesa mormone e i membri della chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni”.

In Italia molti sono ancora confusi, e io lo ero 25 anni fa, quando due missionari della Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni mi fermarono per strada. Avevo sentito parlare dei mormoni, ma non della Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.

Dopo aver parlato con loro per alcuni minuti mi diedero un opuscolo che diceva “che cosa pensano i Mormoni di Gesù Cristo”. Vorrei che tutti quelli che mi chiedono cosa pensano i mormoni del Natale o della Pasqua leggessero quell’opuscolo. Naturalmente adesso è più facile ottenere informazioni, ma ci sono così tante informazioni false o confuse in giro che molte idee sbagliate sono lente a morire.

Ma per farla breve, dopo questa lunga introduzione, penso che sia facile capire che i mormoni pensano che il Natale e la Pasqua siano feste che  ci ricordano di due momenti importantissimi della storia dell’umanità, la nascita e la resurrezione di Gesù Cristo, il nostro e unico Salvatore. Direi che malgrado il Natale sia comunemente festeggiato con più enfasi in tutto il mondo, la Pasqua dovrebbe essere considerata più importante. Ma quello che conta, però, alla fine, non è che ci ricordiamo di questi avvenimenti due volte all’anno, ma che ci ricordiamo di questi tutti i giorni dell’anno, e che agiamo nella nostra vita in accordo con quello in cui crediamo.

Per i mormoni, tutte le domeniche sono importanti, e i mormoni fedeli vanno in chiesa tutte le domeniche per 3 ore. Tutte le domeniche partecipiamo di una riunione in cui il sacramento (simile all’eucarestia cattolica) è distribuito tra i fedeli, e tutte le domeniche rinnoviamo il nostro impegno a essere seguaci di Gesù Cristo (e anche Mormon era un seguace di Gesù Cristo), impegno che ci siamo presi il giorno del nostro battesimo (e per questo e altre ragioni non battezziamo neonati che non possono sapere quello che fanno).

Quindi, il Natale e la Pasqua sono importanti per i mormoni, e di solito li festeggiamo in famiglia o con amici, ma l’essenza della vera religione è vista nella vita quotidiana e non solo in giorni speciali durante l’anno.

Vogliamo ringraziare due chiese per la loro partecipazione in aiutare la popolazione, la chiesa mormone e la chiesa di Gesù Cristo dei santi degli Ultimi Giorni.

Set

7

Per tutti quello che hanno figli e sono preoccupati di per il loro futuro, questo discorso di Anziano Ballard può essere utile. I giovani (anche noi lo eravamo molto tempo fa…) hanno bisogno di fare esperienze, di staccarsi dai genitori e vivere la loro vita, ma l’esperienza dei più vecchi in molti casi può aiutarli ad evitare di mettersi nei guai.

Alla fine dei conti, o impariamo dall’esperienza degli altri, o impariamo direttamente a spese nostre. É impossibile per una persona imparare completamente dalle esperienze degli altri, ma allo stesso tempo, sbattere sempre la testa per non voler mai ascoltare quelli che hanno più esperienza può trasformare qualsiasi vita in una tragedia.

L’anziano Ballard racconta:

Anni fa, quando lavoravo, appresi una lezione a caro prezzo, perché non prestai attenzione al consiglio di mio padre, né ai suggerimenti dello Spirito che mi forniva una guida da parte del Padre celeste. Io e mio padre lavoravamo nel campo delle automobili e la Ford Motor Company stava cercando dei venditori per un suo nuovo modello. I direttori della Ford ci invitarono a un salone automobilistico in cui esibivano quello che ritenevano sarebbe stato un modello di grandissimo successo. Quando vedemmo le automobili, mio padre, che aveva trentacinque anni d’esperienza nel campo, mi sconsigliò di diventarne un rivenditore. Il personale della Ford, tuttavia, fu molto persuasivo e io scelti di diventare il primo, e di fatto anche l’ultimo, rivenditore della Edsel a Salt Lake City. Se non sapete che cosa sia una Edsel, chiedete a vostro nonno; vi dirà che La Edsel fu un fallimento spettacolare.

In questa esperienza c’è una possente lezione per tutti voi. Quando siete disposti ad ascoltare e ad apprendere, alcuni degli insegnamenti più importanti giungono da coloro che vi hanno preceduto. Queste persone hanno camminato dove vi trovate voi e hanno fatto molte delle esperienze che voi state avendo ora. Se ascoltate e accettate il loro consiglio, possono aiutarvi a fare scelte che vi saranno di beneficio e allontanarvi dalle decisioni che possono distruggervi. Guardando ai vostri genitori e a coloro che vi hanno preceduto, troverete esempi di fede, impegno, duro lavoro, dedizione e sacrificio che dovreste sforzarvi di emulare.

Quello che avviene a livello personale avviene anche a livello di intere società e popoli:

C’è un famoso detto attribuito a George Santayana, che probabilmente avrete sentito: «Coloro che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo» (John Bartlett,Familiar Quotations, 15a edizione [1980], 703). Ci sono in realtà diverse variazioni di questa citazione, tra cui: «Chi non ricorda il passato è destinato a ripeterlo». Nonostante le piccole differenze linguistiche, l’insegnamento è profondo. Ci sono grandi lezioni da apprendere dal passato e che dovreste imparare, in modo da non esaurire la vostra forza spirituale rifacendo vecchi errori e cattive scelte.

Non c’è bisogno di essere un Santo degli Ultimi Giorni e neanche una persona religiosa, per rendersi conto del modello che si ripete nel corso della storia della vita dei figli di Dio, come riportate nell’Antico Testamento. Volta dopo volta osserviamo il ciclo della rettitudine seguita dalla malvagità. Similmente, il Libro di Mormon documenta che le civilizzazioni antiche di questo continente seguirono esattamente lo stesso modello: la rettitudine era seguita dalla prosperità, seguita dalle comodità materiali, seguite dall’orgoglio, seguito dalla malvagità e dal collasso della moralità, sino a quando il popolo faceva ricadere su di sé delle calamità, che lo riportavano all’umiltà, al pentimento e al cambiamento.

Il modello storico si ripete anche nel relativamente breve periodo coperto dal Nuovo Testamento. Questa volta le persone si ribellarono a Cristo e ai Suoi apostoli. Il collasso fu tanto grande che lo conosciamo come la grande apostasia, che portò a secoli di quella stasi e ignoranza spirituale che caratterizzarono il Medioevo.

Vorrei spiegarmi in maniera assolutamente chiara riguardo a questi periodi storici ricorrenti di apostasia e di tenebre spirituali. Il nostro Padre celeste ama tutti i Suoi figli e desidera che ognuno di loro riceva le benedizioni del Vangelo nella sua vita. La luce spirituale non viene persa perché Iddio volta le spalle ai Suoi figli, ma le tenebre spirituali sono il risultato di quando i Suoi figli voltano collettivamente le spalle a Lui. Si tratta di una conseguenza naturale delle scelte cattive compiute dai singoli, dalle comunità, dalle nazioni e da intere civilizzazioni. Ciò si è verificato volta dopo volta nel corso del tempo. Una delle grandi lezioni che apprendiamo da questo modello storico è che le nostre scelte, come individui e come collettività, hanno conseguenze spirituali per noi stessi e per la nostra posterità.

Per il discorso completo potete seguire questo link: Apprendiamo le lezioni del passato

Lug

23

Ho letto un libro molto interessante scritto da Michael R. Ash, intitolato The Shaken Faith Syndrome.  Ho trovato particolarmente interessante la parte dove discute le aspettative irrealistiche che molte persone hanno dei profeti. Queste aspettative irrealistiche provengono da membri e non membri della chiesa mormone.

Molti membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (chiesa mormone) hanno sentito la frase

Il Presidente della Chiesa non porterà mai il popolo della Chiesa sul cammino sbagliato.

Questo frase (o frasi simili) sembra aver causato l’idea in alcune persone che i profeti sono infallibili nei loro insegnamenti in qualsiasi momento della loro vita e giornata. In realtà anche i profeti hanno diritto alle loro opinioni, e in molti casi hanno dato solo delle opinioni.  Joseph Smith e altri profeti e dirigenti hanno chiaramente insegnato questo principio.

Io che sono cresciuto nella fede cattolica, non posso evitare di ridere a questo paragone tra mormoni e cattolici.

La posizione ufficiale del cattolicesimo è quello di un papa infallibile, anche se pochi laici cattolici sembrano veramente crederci, d’altra parte, la posizione ufficiale della chiesa mormone è quella di un profeta fallibile, anche se pochi mormoni sembra che ci credano.

Purtroppo ci sono conseguenze negative quando le persone insistono ad agire come se  un profeta non potesse commettere errori, come se tutto quello che fa e dice dovesse essere ispirato dal mattino quando si alza fino a quando va a dormire la notte. (Probabilmente data la tradizione cattolica questo può essere ancora più vero in Italia).

Una conseguenza negativa di questo modo di pensare sbagliato, si può notare nel fatto che molti ex-mormoni insistono nel dire che hanno lasciato la Chiesa a causa di qualche idea espressa da alcuni dei profeti del passato, anche se quell’opinione non è mai stata la dottrina ufficiale della Chiesa. Essi non sembrano capire che i profeti non sono nati profeti, e che quando sono stati chiamati come profeti non sono diventati magicamente “divini” dal giorno alla notte. I profeti possono fare degli errori e non vivono in un vuoto culturale e pertanto essi possono avere pregiudizi.

Joseph Smith fece errori e non cercò di nasconderli. In realtà, nelle scritture moderne (Dottrina e Alleanze) ci sono diversi esempi in cui il Signore rimproverò Joseph Smith per i suoi peccati ed errori. Il proprio Joseph Smith disse che un profeta è un profeta solo quando agisce in quanto tale.

Alcune persone preferirebbero che fosse diverso, forse perché non vogliono accettare la loro responsabilità personale che include pregare e chiedere a Dio direttamente per ricevere una conferma di ciò che un profeta o qualsiasi altro dirigente della Chiesa insegna. Questa è una caratteristica fondamentale del mormonismo. A nessuno è richiesto di seguire una fede cieca. Tutti sono invitati a ricevere una conferma da Dio che gli insegnamenti del vangelo restaurato da Joseph Smith sono veri. É una responsabilità personale.

Personalmente, non ho problemi a credere che Joseph Smith e altri dirigenti del passato fecero degli errori, perchè so che erano umani e perchè ho la mia testimonianza personale della verità del vangelo restaurato e della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Io faccio errori e posso vivere sapendo che anche i profeti sbagliano senza diventare cinico e perdere speranza in quello che so essere vero.

Apr

28

Per molti anni mentre crescevo mi sono chiesto quale era lo scopo della vita. Cercando in giro, parlando con persone o leggendo molti libri avevo trovato alcune risposte. Alcune erano migliori di altre, ma nessuna di loro mi soddisfaceva pienamente.

Quando i missionari mi spiegarono per la prima volta lo scopo di questa vita fu realmente una scoperta, o forse una riscoperta di qualcosa che già sapevo, ma avevo dimenticato…

Questa serie di video spiega qual’ è il vero scopo di questa vita secondo i mormoni (e secondo Dio).

continua…

Set

26

Il principio del progresso eterno è difficile da definire precisamente, tuttavia è fondamentale nel punto di vista mormone. La frase ‘progresso eterno ‘ ricorre per  la prima volta nei discorsi di Brigham Young. Essa incorpora molti concetti insegnati da Joseph Smith, specie nel sermone di  King Follett . E’ basato sulla frase che “non c’è alcun principio, potere, saggezza, conoscenza, vita, posizione, o qualsiasi cosa che si possa immaginare, che resti stazionario – essi devono crescere o decrescere ” (Young, JD 1:350).

Il progresso prende molte forme. In un senso, il progresso eterno  si riferisce a ogni cosa che le persone imparano e provano dalle loro scelte come essi progrediscono dalla vita premortale alla mortalità, alla vita spirituale postmortale, sino a uno stato risorto alla presenza di Dio . Il progresso personale è possibile in ognuno di questi stati, ma non lo stesso tipo di progresso . Il progresso apparentemnente avuto nella vita premortale per la maggior parte degli spiriti là era la scelta di seguire Cristo e alcuni erano nobili e grandi, mentre altri scelsero di seguire Lucifero. Entrare nella mortalità permette opportunità di ulteriore  progresso. Ottenere un corpo fisico è un passo cruciale che rende possible a una persona di provare sensazioni fisiche di tutti i tipi e di progredire in conoscenza e comprensione, e tutte queste ritorneranno con la persona alla  Resurrection (D&A 130:18). Brigham Young insegnò che persino nella mortalità, “Noi siamo nell’ eternità” (JD 10:22), e lo scopo di questa esistenza è”imparare a godere di più, e ad accrescere in conoscenza ed esperienza” (JD 14:228). “Quando abbiamo imparato a vivere secondo il pieno valore della vita che ora possediamo, siamo preparati per ulteriore avanzamento nela scala del progresso eterno -per una sfera più gloriosa ed esaltata” (JD 9:168).

La vita non è mai statica. “Uno deve progredire o regredire. Uno non può stare fermo . L’ attività è la legge della crescita, e la crescita, il progresso, è la legge della vita” (A. Bowen, in Christ’s Ideals for Living, O. Tanner, ed., Salt Lake City, 1980, p. 368). L’ atteggiamento di una persona sul “”progresso eterno ‘ determinerà largamente la sua filosofia di vita…esaltando, aumentando, espandendo ed estendendosi sempre di più fino a quando potremo conoscere come siamo conosciuti, vedere come sia visti” (Young, JD 16:165).

Set

9

Il Brasile è una terra benedetta che malgrado i grandi problemi sociali si sta muovendo rapidamente e progredindo grazie alla crescita del vangelo e della Chiesa Mormone.

Io ho vissuto vari anni in Brasile e per me è stata una esperienza che mi ha aperto gli occhi. In Italia i membri della chiesa mormone lottano tutti i giorni per essere attivi in una chiesa che per questioni numeriche (pochi membri) ha delle limitazioni in come può attuare pubblicamente.

Questo non vuol dire che pochi bravi membri non possano fare la differenza, ma quando qualcuno abituato all’ Italia va in Brasile non può evitare di notare quante nuove opportunità si presentano ai membri in Brasile.

Questo è un commento di Renato Marini, uno dei migliori dirigneti che ho avuto quando ero in Italia. Adesso è in Brasile e questo è quello che ha scritto:

Sabato 6 settembre in Brasile si è tenuta la tradizionale giornata di servizio pubblico Maos Que Ajudam (Helping Hands); mia moglie ed io abbiamo partecipato all’attività organizzata dal palo di Florianopolis ed abbiamo tinteggiato l’interno (pioveva) di una scuola con 22 aule. Il servizio è iniziato alle 8:30 con il canto dell’inno nazionale, preghiera, breve ringraziamento della direttrice della scuola, e le istruzioni sui lavori.

Abbiamo spazzato i pavimenti, pulito le pareti, lavato banchi e sedie, tolti, lavati e rimessi i coperchi elettrici delle pareti, tinteggiato le pareti, riparato e verniciato porte e finestre, ed anche sostituito lampade e ventilatori rotti. Sono state piantate piante e aiuole nel giardino. Poi
abbiamo rimesso a posto tavoli e sedie ed abbiamo ripulito il pavimento. Il tutto è terminato alle 20:00.

Hanno partecipato al lavoro circa 70 membri SUG ed una decina di insegnanti e studenti della scuola. Non tutti sono rimasti a lavorare tutte le 12 ore, e molti hanno donato alcune ore della giornata. La direttrice ha detto che quando ha saputo che la sua scuola era stata scelta dal Municipio per l’attività SUG di quest’anno ha ringraziato Dio per questa benedizione, perché la scuola ne aveva davvero bisogno, ed i fondi Comunali non erano disponibili. La Chiesa ha fornito il materiale e la manodopera; la Scuola ha fornito il pasto di mezzogiorno.

Nel 2007 in tutto il Brasile sono state “restaurate” circa 300 scuole, con la partecipazione di circa 6000 persone; dato che i pali sono circa 180 ne risulta una media di circa 3 scuole ogni 2 pali. Un grande esempio di “vangelo in azione”.

Giu

13

Molte persone, persino in Italia, che non conoscono molto a riguardo della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (Chiesa Mormone) sanno che i mormoni si interessano di genealogia.

Quando siamo stati in Italia, in Aprile, siamo andati a vedere con i miei due figli il paesino d’origine della famiglia Martinengo, Montiglio, un bel paese dell’Astigiano.

Che cos’è la genealogia (o storia della famiglia) per i mormoni? Perchè si danno tanto da fare a ricercare i nomi e le date di nascita o di morte dei loro antenati?

La ragione è molto semplice, perchè credono che le benedizioni del vangelo restaurato devono essere offerte non solo ai vivi (attraverso il lavoro missionario), ma anche a quelli che sono già morti, dato che malgrado siano morti fisicamente, il loro spirito è ancora vivo e aspetta la resurrezione.

Dio sarebbe un essere molto ingiusto se condannasse miglioni di persone perchè non hanno avuto la possibilità di conoscere la verità mentre vivevano sulla terra. Fortunatamente, o naturalmente, Dio non è un uomo bizzarro e inconsistente, ma nel suo piano per salvare i suoi figli ha organizzato tutto in una maniera logica e coerente.

Insomma, i mormoni si preoccupano di offrire la salvezza ai vivi e ai morti.

Ovviamente, le persone morte (o che sono dall’altra parte del velo, come dicono i mormoni) hanno ancora la libertà di scelta e possono rifiutarsi di accettare il vangelo, anche nel mondo spirituale, ma questa è una scelta loro, noi dobbiamo fare la nostra parte e offrirgli la possibilità.

Ma come pensano i mormoni di battezzare milioni o miliardi di persone che sono già morte nel corso della storia umana? Per questa ragione crediamo che il Signore ritornerà sulla terra e per un periodo di mille anni governerà e renderà possibile il completamento di questo lavoro, che altrimenti non potrebbe essere terminato. Per il momento però, è nostro compito fare la nostra parte e non aspettare il millennio senza fare niente.

Mag

27

È difficile decidere qual’ è stato il mio discorso preferito all’ ultima Conferenza Generale della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (Chiesa Mormone). Ce ne sono stati molti interessanti e istruttivi.

Comunque uno dei miei favoriti è stato quello del Presidente Dieter F. Uchtdorf, secondo consigliere della Prima Presidenza della Chiesa mormone. Il titolo del discorso è O titúlo do discurso é La fede dei nostri padri.

Molte persone sono convinte di dover essere fedeli alla fede dei loro padri per una questione di rispetto.

Il Presidente Uchtdorf spiega,

Con l’espandersi della Chiesa di Gesù Cristo su tutto il globo, ora con più di 13 milioni di membri, «la fede dei nostri padri» ha un significato più ampio. Per alcuni può riferirsi al loro retaggio familiare in una delle centinaia di chiese cristiane; per altri potrebbe significare una delle fedi e tradizioni mediorientali, asiatiche o africane.

Ho passato la maggior parte della mia vita in zone del mondo in cui i membri della Chiesa erano una piccola minoranza. Durante quel periodo ho imparato che spesso, quando le persone vengono a contatto con il Vangelo restaurato, ne rimangono colpiti—molti di loro vorrebbero unirsi alla Chiesa; ma sono riluttanti a deludere i loro antenati; sentono di dover rimanere fedeli alla fede dei loro padri.

Alcune persone che vorrebbero unirsi alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni sono preoccupate di “tradire” le loro famiglie al farlo. Ma il Presidente Uchtdorf continua,

Allora, qual è la fede dei nostri padri? È la religione dei nostri genitori, nonni o bisnonni?

E la religione degli antichi prima di loro, Abrahamo, Isacco e Giacobbe? Non sono i nostri padri? Non siamo noi della casa di Israele? E allora Noè, Enoc e i nostri primi genitori, Adamo ed Eva?

E il Salvatore e quei discepoli che Lo seguirono?

La fede del nostro Padre nei cieli è stata costante fin dall’inizio dei tempi, anche da prima della fondazione del mondo. Giovanni il rivelatore descrisse una grande guerra nei cieli. Il problema era il libero arbitrio, come lo è oggi. Tutte le persone che hanno vissuto su questa terra erano tra coloro che hanno combattuto Satana e si sono schierati con il Padre e il Figlio. Quindi, non dobbiamo la nostra fedeltà a Dio, il nostro Padre celeste?

Io sono perfettamente d’accordo con il Presidente Uchtdorf. È ancora difficile spiegare ad alcuni dei miei parenti che all’accettare gli insegnamenti della Chiesa mormone e al battezzarmi la mia intenzione non è stata quella di “tradirli” ma semplicemente quella di seguire la chiesa vera di Gesù Cristo secondo i dettami della mia coscienza. Infatti, così come spiegato dal Presidente Uchdorf, la mia intenzione è stata quella di seguire la fede dei nostri padri, a cominciare da Adamo, Abramo, Gesù e gli apostoli. È difficile a volte spiegare a chi non lo conosce che il vangelo di Gesù Cristo era conosciuto agli antichi patriarchi della Bibbia e non era una “novità” introdotta da Gesù, ma semplicemente una nuova restaurazione di verità perdute.

Per concludere con le parole del presidente Uchdorf,

Io rendo testimonianza che la dottrina del Vangelo restaurato di Gesù Cristo è la fede del nostro Padre celeste. È la Sua verità rivelata ai Suoi servitori, i profeti, dai tempi di padre Adamo fino ai giorni nostri. Il Padre e il Figlio apparvero a Joseph Smith per restaurare la fede di nostro Padre su questa terra, perché non fosse mai più tolta. Dio desidera che tutti i Suoi figli la ricevano, indipendentemente dalle loro origini, cultura o tradizione. La vera religione non dovrebbe scaturire da ciò che fa piacere agli uomini o dalle tradizioni degli antenati, ma da ciò che piace a Dio, il nostro Padre Eterno.

Per leggere la mia storia di conversione, Giuseppe Martinengo, Non ci furono dubbi

Mag

10

Molte persone si chiedono che cosa c’ è di così speciale, o misterioso e segreto, nei templi della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (Chiesa Mormone). Perchè non tutti possono entrare? Che cosa fanno di misterioso i mormoni dentro i loro templi?

Prima di tutto, per quelli che vorrebbero vedere che cosa c’è dentro suggerisco che partecipino di una “casa aperta”. Dopo che un tempio è costruito e prima di essere dedicato, il pubblico è invitato a entrare e vedere le stanze. Normalmente, centinaia di migliaia di persone partecipano di queste “case aperte” . Dopo la dedicazione, il tempio è chiuso ai turisti perchè i membri della chiesa cominciano a usare il tempio per sacre ordinanze.

Il primo concetto da capire riguardo le cerimonie del tempio è che sono sacre, non segrete. Spiegherò di più riguardo questo concetto in un blog futuro.

Capisco che malgrado ci siano più di 120 templi mormoni in giro per il mondo, nessuno di questi è in Italia. Però speriamo che fra qualche anno ne costruiscano uno anche lì: quella sarà un’ ottima occasione per quelli che vogliono vedere come è fatto e sentire lo spirito meraviglioso di pace che regna là dentro.

Per il momento, ho trovato una serie di fotografie che mostrano l’interno dei templi.

Per avere più informazioni, potete visitare Tempio Mormone

Apr

30

Alla penultima conferenza della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni uno dei discorsi che mi ha colpito di più è stato quello del Presidente Eyring, intitolato, “Oh, ricordate, ricordate”.

Presidente Henry B. Eyring

Ne discorso il Presidente Eyring racconta,

Quando i nostri figli erano molto piccoli, iniziai a scrivere alcune cose su ciò che accadeva ogni giorno. Permettete che vi spieghi perché iniziai. Stavo rincasando tardi dal mio incarico di Chiesa. Era già buio. Mio suocero, che viveva vicino a noi, mi colse di sorpresa mentre mi avvicinavo alla porta di casa. Indossava abiti da lavoro e camminava velocemente, portando sulle spalle un fascio di tubi. Sapevo che stava assemblando un sistema per pompare l’acqua da un ruscello più in basso sino alla nostra proprietà.

Mi sorrise, mi parlò a bassa voce, poi mi sorpassò e si affrettò nell’oscurità per proseguire il lavoro. Feci qualche passo verso casa, pensando a ciò che egli stava facendo per noi e, quando giunsi alla porta, udii nella mente—e non con la mia voce—queste parole: «Non ti sto fornendo queste esperienze per te stesso. Scrivile!»

Entrai. Non andai a dormire. Sebbene fossi stanco tirai fuori un po’ di carta e iniziai a scrivere. Nel farlo, compresi il messaggio che avevo udito nella mente. Dovevo tenere un diario affinché in futuro i figli leggessero in che cosa avevo visto la mano di Dio assistere la nostra famiglia…

Molte volte ci chiediamo perchè o che cosa dovremmo scirvere in un diario. Questo discorso da un suggerimento molto valido, scrivere come vediamo la mano di Dio assistere la nostra famiglia. Presidente Eyring continua,

Per anni ogni giorno ho scritto qualche riga. Non ho mai saltato un giorno, a prescindere da quanto fossi stanco o dall’ora in cui dovessi alzarmi. Prima di scrivere, mi ponevo la domanda: «Oggi ho visto la mano di Dio tesa verso i nostri figli o verso la nostra famiglia?» Scrivendo queste cose, iniziò ad accadere qualcosa: mi fermavo a pensare, così scorgevo l’evidenza di ciò che Iddio aveva fatto per noi, ma che non avevo riconosciuto nei momenti frenetici della giornata. Visto che questo accadeva, e accadeva spesso, mi resi conto che cercare di ricordare aveva permesso a Dio di mostrarmi quello che Egli aveva fatto.

Nel cuore iniziò a svilupparsi più di una semplice gratitudine: crebbe la testimonianza; divenni sempre più certo che il nostro Padre celeste ascolta e risponde alle preghiere; provai maggiore gratitudine per l’intenerimento e la purificazione portati dall’espiazione del Salvatore Gesù Cristo; aumentò la mia fiducia che lo Spirito Santo può rammentarci tutte le cose, persino quelle che non notiamo o a cui non prestiamo attenzione quando avvengono.

Io scrivo un diario, ma non è molto regolare. Mi rendo conto però che scrivere ci aiuta a vedere la mano di Dio in tutte le cose. Inoltre, nel futuro i nostri figli potranno scoprire molte benedizioni ricevute da Dio grazie alle informazioni e pensieri contenuti nei nostri diari.

Link al discorso completo: Oh, ricordate, ricordate

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