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Fede: il meglio deve ancora venire (Anziano Holland)
Gennaio 7, 2010 | Leave a Comment
Ho appena letto questo articolo nella rivista della chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (chiesa mormone). Stiamo tutti imparando a essere migliori e a volte ci sono cose che sappiamo già, ma abbiamo bisogno di ricordarcele, o capirle meglio.
Questo discorso si trova integralmente a questo indirizzo: Il meglio deve ancora venire (in pdf). Di sotto ne riproduco alcune parti, ma non il discorso completo.
Il tema scritturale di questo discorso l’ho tratto da Luca 17:32, dove il Salvatore ci ammonisce così: «Ricordatevi della moglie di Lot». Cosa intendeva dire con questa breve frase enigmatica? Per scoprirlo, dobbiamo fare come Egli ha suggerito. Ripassiamo chi era la moglie di Lot. La storia, ovviamente, risale ai giorni di Sodoma e Gomorra, quando il Signore, non volendo più sopportare il peggio che gli uomini e le donne potessero fare, disse a Lot e alla sua famiglia di fuggire perché quelle città stavano per essere distrutte. «Sàlvati la vita!», disse il Signore. “Non guardare indietro … ; sàlvati al monte, che tu non abbia a perire» (Genesi 19:17; corsivo dell’autore).
Di certo non si può dire che l’obbedienza fu immediata né che non ci vollero un po’ di trattative, ma alla fine Lot e la sua famiglia lasciarono la città, appena in tempo. Le Scritture ci dicono cosa accadde all’alba del giorno che seguì la loro fuga: «L’Eterno fece piovere dai cieli su Sodoma e Gomorra zolfo e fuoco, da parte dell’Eterno; ed egli distrusse quelle città» (Genesi 19:24–25).
Il tema del mio discorso viene dal versetto successivo. Mentre il consiglio del Signore di «non guardare indietro» le risuonava chiaramente nelle orecchie, la moglie di Lot, dice la storia, «si volse a guardare indietro» e fu trasformata in una statua di sale (vedere versetto 26). Cosa fece la moglie di Lot di così sbagliato? Da studente di storia vi ho pensato molto e offro una risposta parziale. A quanto pare, ciò che c’era di sbagliato in quello che fece la moglie di Lot non era solamente l’aver guardato indietro; nel suo cuore ella voleva tornare indietro. Sembrerebbe che ancora prima di aver oltrepassato i confini della città, le mancasse già ciò che Sodoma e Gomorra le avevano offerto.
È possibile che la moglie di Lot avesse guardato indietro con risentimento verso il Signore per quello a cui le stava chiedendo di rinunciare… Quindi non si tratta solamente del fatto che avesse guardato indietro, ma che avesse guardato indietro con nostalgia. In breve, il suo attaccamento al passato superava la sua fiducia nel futuro.
La fede è rivolta al futuro
Con l’inizio del nuovo anno e mentre proviamo ad avere la giusta prospettiva sul passato, vi invito a non indugiare sul passato né a desiderare inutilmente il ritorno di giorni ormai trascorsi, a prescindere da quanto siano stati belli quei giorni. Il passato serve per imparare non per viverci dentro. Guardiamo indietro per portare con noi il meglio delle esperienze più belle, non delle ceneri. Quando poi abbiamo imparato ciò che dobbiamo imparare e abbiamo portato con noi il meglio di ciò che abbiamo vissuto, allora guardiamo avanti e ricordiamo che la fede è rivolta sempre al futuro. La fede ha sempre a che fare con benedizioni, verità ed eventi che devono ancora provare la loro efficacia nella nostra vita.
Pertanto un modo più teologico di parlare della moglie di Lot è dire che non aveva fede. Ella dubitò dell’abilità del Signore di darle qualcosa di migliore di ciò che aveva già. Sembra che ella pensasse che nulla di ciò che l’aspettava potesse essere buono quanto ciò che si stava lasciando dietro. Desiderare di tornare indietro in un mondo nel quale non si può vivere ora, essere perennemente insoddisfatti delle circostanze presenti e avere solo idee cupe sul futuro, e perdersi ciò che offrono l’oggi e il domani perché si è intrappolati in quello che è stato ieri sono alcuni dei peccati della moglie di Lot.
Dopo aver riesaminato la vita privilegiata e appagante dei suoi primi anni, la famiglia da cui era nato, l’istruzione e la posizione sociale all’interno della comunità ebraica, l’apostolo Paolo dice ai Filippesi che tutto quello era «spazzatura» a confronto con la sua conversione alla cristianità. Parafrasando le sue parole, egli dice: «Ho smesso di decantare “i bei vecchi tempi” e ora guardo entusiasta al futuro per poter “afferrare il premio; poiché anch’io sono stato afferrato da Cristo Gesù» (vedere Filippesi 3:7–12). Poi arrivano questi versetti:
«Ma una cosa fo: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno dinanzi, proseguo il corso verso la mèta per ottenere il premio della superna vocazione di Dio in Cristo Gesù» (Filippesi 3:13–14). Paolo non è come la moglie di Lot. Paolo non guarda indietro verso Sodoma e Gomorra. Paolo sa che è nel futuro, in qualunque cielo ci accoglierà, che vinceremo «il premio della superna vocazione di Dio in Gesù Cristo».
Perdonare e dimenticare
C’è qualcosa in molti di noi che manca specialmente di perdonare e dimenticare gli errori commessi nella vita: sia in nostri errori che quelli degli altri. Non va bene. Non è una cosa cristiana. È una cosa in assoluta opposizione alla grandezza e alla maestà dell’espiazione di Cristo. Essere legati a errori passati è il modo peggiore di rivoltarsi nel passato, dal quale invece siamo chiamati ad allontanarci.
…Lo stesso accade nei matrimoni e in altri rapporti. Non riuscirei a elencarvi il numero di coppie che ho dovuto consigliare, le quali, quando sono profondamente ferite o anche solamente stressate, vanno ad attingere sempre più lontano nel passato per trovare un mattone sempre più grande da scagliare alla finestra del «dolore» del loro matrimonio. Quando una cosa è finita e superata, quando ci si è pentiti al meglio delle proprie possibilità, quando la vita è andata avanti come è giusto che sia e quando si sono verificate un sacco di tante altre buone cose da allora, non è giusto tornare a riaprire qualche vecchia ferita per la quale il Figlio di Dio in persona è morto affinché fosse sanata.Permettete alle persone di pentirsi. Permettete alle persone di crescere. Credete nel fatto che le persone possono cambiare e migliorare. Questa è fede? Sì! Questa è speranza? Sì! Questa è carità? Sì! Soprattutto, questa è la carità, il puro amore di Cristo. Se una cosa è sepolta nel passato, lasciatela sepolta. Non continuate a riportarla alla luce con il vostro secchiello e la vostra paletta, scavandola, smuovendola e poi tirandola addosso a qualcuno dicendo: «Ehi! Ti ricordi di questo?» Colpito! Ebbene, sappiate questo. Probabilmente il vostro colpo verrà ribattuto con una palata di immondizia, questa volta presa su dalla vostra discarica, quando vi risponderanno: «Certo che me lo ricordo. E tu invece ricordi questo?» Colpito! E presto ognuno esce da questo scambio sporco, infangato, infelice e ferito, quando ciò che il nostro Padre nei cieli chiede è pulizia, gentilezza, felicità e guarigione. Questo rimanere impantanati nel passato, inclusi gli errori del passato, non va bene! Questo non è il vangelo di Gesù Cristo. In un certo senso è peggio della moglie di Lot perché almeno ella distrusse solamente se stessa. Perché quando si tratta di un matrimonio, una famiglia, appartamenti e vicinati, possiamo finire con il distruggere molte altre persone.
Forse all’inizio di questo nuovo anno la cosa più urgente è fare ciò che il Signore ha detto di fare Egli stesso: «Colui che si è pentito dei suoi peccati è perdonato, e io, il Signore, non li ricordo più» (DeA 58:42). La condizione, ovviamente, è che il pentimento sia sincero. Ma quando lo è e quando è stato fatto uno sforzo onesto per andare avanti, siamo colpevoli del peccato più grande se continuiamo a ricordare, a riportare a galla e a spiattellare in faccia a qualcuno i suoi peccati precedenti; quel qualcuno potremmo essere noi stessi. Possiamo essere molto duri con noi stessi; spesso più duri che con gli altri.
Ora, come gli Anti-Nefi-Lehi del Libro di Mormon, seppellite le vostre armi da guerra e lasciatele sotto terra (vedere Alma 24). Perdonate e fate quello che a volte è più difficile del perdonare: dimenticate. E quando la cosa torna alla mente, dimenticatela di nuovo…
Dic
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Italia e Utah, mormoni e cattolici: quello in cui crediamo fa differenza
Dicembre 24, 2009 | 1 Comment
Sono stato in Italia per alcune settimane in dicembre e sono appena tornato in Utah, negli Stati Uniti. Come sempre è una grande allegria poter visitare luoghi speciali, ma specialmente amici e famiglia.
Tra i molti luoghi che ho visitato sono stato a Roma per alcuni giorni, e mentre ero li ho anche visitato il Vaticano, inclusi i musei. Senz’altro sono luoghi che fanno pensare alla storia della religione e alle conseguenze pratiche di quello in cui crediamo per la nostra vita. Non ho potuto evitare di ripensare a come la mia vita è cambiata dopo essermi convertito e battezzato nella Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (chiesa mormone) nel 1985, all’età di 20 anni, quando ancora vivevo in Italia. Proprio in occasione di un viaggio a Roma organizzato dalla mia parrocchia quando ne avevo 15, avevo cominciato a manifestare dubbi riguardo molti dei dogmi e insegnamenti della religione cattolica.
Come era difficile vivere in un mondo in cui i principi da seguire erano, al meglio, confusi. Come mi considero fortunato di aver incontrato i missionari mormoni in Corso Dante ad Asti, alla fine del 1984.
Ho notato ripetutamente nel mio viaggio in Italia che quello in cui crediamo, che ce ne rendiamo conto o no, plasma la nostra vita, e collettivamente crea abitudini e comportamenti che diventano patrimonio collettivo di una nazione, malgrado ci siano variazioni e eccezzioni a livello individuale.
Per esempio, mio figlio ha notato subito che le ragazze italiane usano il colore nero o un colore scuro nei loro vestiti più delle americane. Non so bene perchè, ma era abbastanza evidente. Inoltre, gli italiani decisamente mangiano meglio. Infatti, si vedono molte meno persone obese che qui negli Stati Uniti.
D’ altra parte, confrontando l’Italia con lo Utah, non necessariamente con gli Stati Uniti, si capisce che qui, nello Utah, a causa dell’influenza della Chiesa Mormone, i giovani si sposano in maggior numero e si sposano molto prima (22-25 anni), mentre in Italia non molti si sposano prima dei 30-35 e molti anche dopo.
In questo caso, i valori in cui crediamo come membri della chiesa mormone chiaramente influenzano la scelta di sposarsi e di sposarsi relativamente presto.
Quando ho accennato che, probabilmente, mio figlio Luca che è appena tornato dalla missione ed ha 21 anni si sposerà in 2-3 anni, ho notato sguardi sbalorditi. Ma chiaramente quegli sguardi sbalorditi erano una conseguenza di quello in cui quegli amici o parenti pensano e credono riguardo il proposito della vita.
Se pensiamo che il matrimonio non sia importante, e che convivere possa andar bene lo stesso, o se semplicemente pensiamo che non ci siano conseguenze per certi comportamenti, o se pensiamo che Dio non esiste o che non si importa con la nostra vita, allora le nostre azioni manifesteranno queste credenze.
Ma d’altra parte, se crediamo nell’importanza e santità del matrimonio, e che Dio esiste e che ha creato un piano che se seguito ci permetterà di essere veramente felici, allora probabilmente le nostre azioni saranno diverse.
Ma tutti fanno errori però, in Italia o in Utah. Alcuni sbagliano perchè realmente “non sanno che pesci pigliare”, o non sanno distinguere la mano destra dalla sinistra, come dicono le scritture, e altri sbagliano perchè, malgrado conoscano i principi corretti, si lasciano vincere dal mondo.
Probabilmente il principio più importante della religione cristiana è quello dell’espiazione del Salvatore Gesù Cristo, che ci permette di essere perdonati e purificati per poter aver pace e gioia in questa vita, e poter ritornare a vivere con lui dopo la nostra morte. Mi rendo conto che in molti casi le persone non cambiano perchè non conoscono bene questo principio e perchè non sanno esattamente come applicarlo alla loro vita.
Come sono grato di aver imparato queste cose come membro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Onestamente, e con tutto il rispetto per la religione cattolica, questo principio importante sembra essere sconosciuto dalla maggior parte delle persone che si dicono cattoliche, e per questo è difficile per loro cambiare o persino avere la speranza di cambiare ed essere felici.
Ott
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Visitate la Piazza del Tempio Mormone in Salt Lake City
Ottobre 27, 2009 | Leave a Comment
Se volete visitare la Piazza del Tempio della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (Mormone) senza uscire di casa e spendere un sacco di soldi viaggiando, adesso potete vederla usando questo link:
Piazza del Tempio in Salt Lake City
L’unica cosa che dovete fare è scegliere una parte della piazza, e poi cliccare e trascinare l’immagine. La veduta è a 360 gradi e quindi potete trascinare a destra, sinistra, sotto o sopra.
Vale la pena visitare la Piazza del Tempio Mormone in questa maniera. Chiaramente nella Piazza del Tempio ci sono sempre i missionari che possono rispondere alle domande che avete riguardo la Chiesa Mormone; ma se siete interessati a fargli delle domande fatemelo sapere che troveremo qualche missionario vicino a casa vostra…:)))
Lug
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Mormoni e Massoni, Templi Mormoni
Luglio 10, 2009 | Leave a Comment
Oggi qualcuno mi ha fatto notare che il video con la mia storia di conversione su youtube era ben visibile in Google.it per la parola “mormone“. In quella posizione Google.it ha messo insieme una serie di video sui mormoni e il mio video era il primo. Mi fa piacere che il mio video sia visibile per quelli che lo cercano, o lo trovano senza cercarlo… Il mio proposito è quello di condividere una esperienza che ha cambiato la mia vita per sempre. Il mio proposito è aiutare altri che possano trovarsi in situazioni simili alla mia 23-24 anni fa. le persone che cercano sinceramente risposte ai perchè della vita noteranno la sincerità di quello che racconto. Non sono un attore e quindi il video non è perfetto, ma questo non importa.
Allo stesso tempo, però, ho notato che un pò più in basso c’era un altro video riguardante i mormoni, uno di quei video in cui la persona che lo ha preparato si lancia in un attacco violento contro la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (chiesa mormone) e lo fa con una ignoranza che impressiona. Non ci sono prove o spiegazioni chiare, solo affermazioni senza senso. Uno si chiede quale sia la motivazione di chi fa e di chi pubblica tale video.
Se questa persona è fedele di un’altra religione, perchè semplicemente non ci convince della bellezza della sua religione? Se seguisse questo cammino, sarebbe inutile attaccare i mormoni. Potrebbe lasciarli tranquilli e convincere le persone con la bellezza della sua religione.
Vivo da alcuni anni negli Stati Uniti dove si fa un gran parlare di tolleranza religiosa, ma sull’Internet il discorso è diverso, sia negli Stati Uniti che in Italia.
Gli attacchi contro i mormoni di solito si concentrano in alcuni punti della dottrina o della storia. In questo caso, per discreditare i mormoni, l’autore del video dice che i massoni hanno fondato la Chiesa mormone, e che la chiesa mormone ha tutte le caratteristiche di un movimento satanico. Mi chiedo se questa persona considera satanico cercare di seguire i precetti di Gesù Cristo, aiutare i poveri, cercare di avere buone famiglie, di essere cittadini e persone oneste, e così via. Non che tutti i mormoni vivano all’altezza degli insegnamenti della chiesa, ma per lo meno la grande maggioranza di sforza di farlo. Inoltre la Chiesa Mormone non ha niente a che fare con la massoneria, e se si possono trovare alcuni punti in comune, questi riguardano aspetti secondari che possono essere spiegati facilmente dal fatto che tutte le religioni e filosofie umane hanno dei punti in comune: cattolici e mussulmani, indù e massoni, Platone e Lutero.
Ci sono dei punti in comune perchè Dio ha dato rivelazioni e insegnato gli stessi principi a persone e popoli durante la storia dell’umanità. La realtà è che quasi tutte le filosofie o religioni hanno una parte della verità e per questo motivo a volte si assomigliano. Infatti, molti cattolici fanno fatica a capire la differenza tra la Chiesa cattolica e la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Tutti hanno parti della verità. La vera domanda è: chi possiede la pienezza di tali verità che sono necessarie per salvare l’umanità?
Questa risposta può essere trovata soltanto da quelli che cercano sinceramente di sapere e sono disposti a pagare il prezzo in termini di sacrifici personali e obbedienza ai comandamenti di Dio.
Molte volte gli attacchi contro la chiesa mormone e l’insinuazione che i mormoni e i massoni sono la stessa cosa o che ci sono legami molto stretti, è una conseguenza del fatto che i templi mormoni sono riservati per i membri della Chiesa, e molti immaginano o hanno sentito dire cose che non sono vere, ma stimolano la curiosità.
I templi mormoni non sono segreti, ma sacri. Malgrado in Italia la chiesa non stia crescendo tanto come in altri paesi dovuto alla forte tradizione, in altri paese la Chiesa mormone cresce velocemente, e migliaia di persone diventano membri della Chiesa e hanno la possibilità di visitare i templi mormoni ogni anno.
Infatti ci sono adesso più di 120 templi in tutto il mondo e tutti i templi mormoni possono essere visitati da qualsiasi persona prima di cominciare a funzionare. Quindi, tutti hanno la possibilità di visitarli, quando pronti, non c’é niente di segreto. Io vado al tempio quasi tutte le settimane, e per me è una fonte di ispirazione e felicità. Quando sento dire certe cose riguardo ai templi mormoni mi viene quasi da ridere, se non fosse che è una cosa seria parlare male di quello che non si conosce ed è sacro.
In alcuni anni sarà costruito un tempio a Roma e tutti quelli che sinceramente vogliono sapere di più potranno visitarlo, anche in Italia, o anche adesso possono parlare con i missionari e i membri della chiesa, anche sull’internet. Senz’altro questa è una maniera migliore di sapere chi sono realmente i mormoni.
Mag
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Gesù e il concetto di giustizia
Maggio 12, 2009 | 1 Comment
C”è un gruppo di mormoni italiani che hanno un gruppo in yahoo chiamato santiinriunione in cui discutono varie cose legate al vangelo e alla chiesa di Gesù Cristo. Ho trovato questo commento fatto da Renato Marini sulla Giustizia che mi è sembrato interessante. Se vi interessa il merito è tutto suo, se non vi interessa, la colpa è tutta mia…
Una delle cause principali della sofferenza fra gli uomini (e le donne) è legata al senso di giustizia.Se guardate i bambini di pochi anni, mostrano di avere già un innato senso della giustizia, ma centrata su se stessi. La nostra mente infatti ha un forte senso di giustizia e pone se stessa come giudice. Il nostro Ego si pone come giudice non solo delle nostre azioni (qui è compiacente e tollerante), ma anche delle azioni altrui (compresi quelle del governo e della squadra preferita di calcio), e qui è molto esigente e severo. Nell’episodio dell’adultera colta in fallo Gesù non mise in questione il valore della giustizia, ma mise in questione il ruolo di giudice: “Chi fra voi è senza peccato scagli la pietra per primo”. Se impariamo a resistere all’istinto naturale di sederci sul seggio del giudice per giudicare il prossimo, eviteremo molta sofferenza sia a noi stessi che al prossimo. Mi sembra l’insegnamento più ripetuto da Gesù Cristo. Io lo metterei come la prima causa di sofferenza. Il presidente Benson aveva messo l’orgoglio come prima causa di sofferenza, e credo che intendesse la stessa cosa: mettere se stesso come giudice che giudica (renato marini).
Dic
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Giuseppe Martinengo: prima di diventare mormone
Dicembre 29, 2008 | 1 Comment
Questa é una breve storia delle esperienze che mi preparono a capire ed accettare il messaggio portato dai missionari mormoni e diventare un membro della chiesa di Gesú Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (chiesa mormone).
” Non sono nato mormone, e non sono stato allevato in Utah, fra I mormoni, ma sono stato allevato come cattolico, in Italia. Quando avevo 10 anni mio padre morì di cancro ai polmoni, (fumava) all’età di 47 anni. La sua morte cambiò ogni cosa nella mia vita.
Malgrado gli sforzi fatti da mia madre per aiutarmi ad affrontare la situazione, capii ben presto che qualcosa era cambiato non solo esternamente, nella mia vita normale, ma anche dentro di me. Non ero più come molti altri bambini che possono continuare ad essere bambini senza molti problemi e specialmente senza molte domande sulla vita o tristezze improvvise.
A causa della morte di mio padre notai che alcuni avevano iniziato a trattarmi in modo diverso e col tempo dovetti affrontare alcune domande difficili sullo scopo della nostra esistenza sulla terra. Non capivo quanto fosse importante ciò che stava accadendo dentro di me fino a quando non ebbi 13 o 14 anni. Comunque a 14 anni, stavo cominciando ad essere del tutto insoddisfatto del mondo attorno a me, delle risposte alle domande importanti della vita, che mi davano i miei insegnanti, la famiglia, o i ministri religiosi. Cominciai a capire che forse qualcosa mancava nel modo di vedere del mondo e nel credo della maggior parte delle persone che mi stavano intorno ma non sapevo cosa.
E’ importante sottolineare che la presenza della chiesa cattolica era molto forte nel mio ambiente che posso ricordare una volta, quando avevo 9 o 10 anni, un cui durante una lezione a scuola su persone di altri credi mi chiesi: “Come possono le persone non essere cattoliche? Non sanno che vivranno per sempre all’inferno? Perché non cambiano religione e diventano tutti cattolici?”. Tale era il potere della tradizione nel mio ambiente .
La morte di mio padre comunque, cominciò a cambiare la mia situazione. A volte il Signore lavora in modi misteriosi per raggiungere i suoi scopi. Infatti dopo la sua morte mia madre ridusse il suo coinvolgimento con la chiesa cattolica. Era ancora cattolica, ma, forse siccome non aveva trovato l’aiuto che cercava in quell’organizzazione per superare la sua perdita cominciò a cercare altrove.
Cominciò a leggere libri sulle religioni orientali e su filosofie come yoga, zen e buddismo, in particolare cominciò a legger e e praticare yoga. La sua esplorazione mi aprì un nuovo mondo. All’improvviso stavo imparando di altre religioni e filosofie e stavo scoprendo che c’erano un sacco di cose buone da essere imparate. Cominciai a capire che forse la chiesa cattolica non aveva le risposte migliori alle domande della vita.
Inoltre cominciai a prendere confidenza col concetto di progresso spirituale e l’idea di miglioramento spirituale. Non che questi concetti siano del tutto assenti dalla tradizione cattolica, ma nella vita quotidiana di un cattolico lo sono, poiché si pone l’enfasi solo per quelli che abbandonano la vita “normale” e diventano “preti e suore, per sempre singoli, a tempo pieno”. Il mio “eroe” favorito era S. Francesco d’Assisi, ma non mi piaceva l’idea che un uomo o una donna religiosi dovessero evitare il matrimonio per seguire una vita religiosa. Avevo un caro amico, Stefano, che era membro di un piccolo gruppo protestante. Ero sempre stato affascinato dal fatto che questo, ed altri gruppi protestanti, rigettavano il principio di celibato nella loro chiesa. Quando persone come me, sono immerse in una forte cultura cattolica, anche questi piccoli esempi o idee possono, col tempo, fare una grande differenza e darci il coraggio di cercare qualcosa di diverso malgrado la forte pressione della tradizione.
Quando avevo 15 anni ebbi un’altra esperienza chiave. La scena era una gita a Roma. Scopo di essa era di portare i giovani cattolici di tutta Europa a incontrare il papa. A quel tempo ero insieme ai giovani cattolici della mia parrocchia, anche se stavo cominciando a questionare alcuni dei nostri credi. Durante quel viaggio accadde qualcosa di speciale.
In quel giorno fissato migliaia di giovani erano pronti ad incontrare il papa nella basilica di San Pietro. Ci eravamo preparati per mesi a questo raduno speciale. I giovani di tutta l’Europa avevano viaggiato per arrivare là.
Ovviamente quando arrivammo il papa non era presente e così sedemmo tutti sul pavimento della chiesa e cominciammo a cantare. Io veramente non cantavo, ma ascoltai per quasi un’ora quei canti gregoriani e cominciai a sentirmi male. Avevo grandi aspettative su quel raduno speciale col papa, ma dopo un po’ cominciai a chiedermi: “Che sto facendo qui? Perché sono qui dopotutto? Proprio solo perché gli altri mi avevano detto che era speciale?”. Per un po’ mi feci forza, poi mi alzai e partii. Ebbi un senso di sollievo quando lasciai quella strana atmosfera nella basilica di San Pietro. Avevo uno zio a Roma e decisi di andare a trovarlo e passare un po’ di tempo con la sua famiglia invece di incontrare il papa, pensai.
Sulla via del ritorno alla mia città nell’Italia del nord, mentre eravamo ancora sul treno ebbi l’opportunità di dire ciò che avevo fatto alla nostra guida principale, un prete amichevole e molto alla mano. Gli parlai dei miei sentimenti, dei miei dubbi e del fatto che avevo lasciato il raduno. Cominciai a fargli domande sui credi cattolici. Dopo aver ascoltato e discusso con me per un po’ mi disse “Se credi questo, allora non sei un cattolico”. Quella era veramente un’affermazione forte, un richiamo all’ortodossia. Restai un po’ perplesso, ma risposi “Allora probabilmente non sono un cattolico!”.
Suppongo che lo Spirito del Signore era presente quel giorno per sostenermi e aprirmi la mente, perché mi sentii sollevato quando dissi quel che stavo pensando veramente e non ebbi paura della reazione del prete. Dopo quell’episodio la mia ricerca di risposte si diresse principalmente fuori dalla chiesa cattolica, dal momento che un prete apparentemente di mente aperta aveva mancato nell’aiutarmi a capire. Quando messo di fronte a domande difficili non aveva trovato niente di meglio che suggerirmi di basarmi sulla fede cieca o considerarmi un eretico!
Dopo quell’episodio passarono vari anni e io continuavo ad incontrarmi coi miei amici cattolici, ma adesso ero sempre più interessato a leggere libri di altre religioni. I libri erano la mia principale fonte di informazione sulla religione. Un autore che ebbe veramente una forte influenza per un certo periodo, fu, per esempio Sri Aurobindo. Non posso ricordare i dettagli di quel che leggevo a quel tempo, ma Sri Aurobindo nei suoi libri suggerisce che l’umanità può evolversi spiritualmente al di là delle sue correnti limitazioni e raggiungere uno stato futuro di esistenza “sopramentale”. Questo sarebbe come un passo “evolutivo” per l’umanità, che condurrebbe a una vita divina sulla terra. Adesso questo mi fa pensare al Millennio, anche se secondo la Bibbia questa vita “quasi divina” non sarà il prodotto dell’ ”evoluzione” ma del ritorno di Gesú sulla terra e dell’osservanza dei comandamenti da parte delle persone che vivranno in quell’epoca futura. Ma a quel tempo fu un concetto interessante che mi diede della speranza e del significato per il futuro.
Basato sulla mia attuale conoscenza e testimonianza degli insegnamenti della chiesa mormone, non posso fare a meno di pensare che leggendo i suoi scritti io stavo muovendo un passo avanti verso la comprensione di concetti chiave del mormonismo, alcuni dei quali non sono chiari o persino accettati da molti cristiani tradizionali. Credo che lo spirito del Signore insegna alle persone nel loro linguaggio e livello di comprensione, e le spinge avanti un passo per volta fino a quando sono pronti per la pienezza del vangelo.
La mia ricerca della verità continuò a intensificarsi fino a che raggiunse il suo climax quando ebbi diciannove anni. Un giorno ero a Torino, dove avrei dovuto continuare i miei studi di fisica. Avevo scelto di studiare fisica non perché volessi diventare un novello Einstein ma a causa di libri come “Il Tao della fisica” di Fritjof Capra, libri che discutono i paralleli fra la fisica moderna ed il misticismo orientale.
Probabilmente non è necessario dire che poiché il mio interesse per la fisica non era niente più che un altro passo nella mia ricerca della verità, ero molto deluso con il mio programma di studi all’università di Torino.
Perciò, come in molte altre occasioni, il quel giorno particolare non stavo studiando fisica ma leggendo un libro sulla storia della filosofia indiana. A un certo punto, decisi di fare una passeggiata per rilassarmi e pensare alla vita. Mentre stavo camminando in città qualcuno mi fermò e mi chiese se volessi fare un test psicologico. Non l’ho detto prima, ma mi interessava anche la psicanalisi e la psicologia e mi piacevano in particolare libri come quello di Eric Fromm “L’arte di amare” o “Essere o avere?” e così via. Perciò in qualche modo mi incuriosii per quel test.
Quel test fu l’inizio del mio ultimo passo nella mia ricerca della verità. Dopo quello persi la mia paura di disconnettermi dalla tradizione cattolica e divenni quasi incomprensibile per la mia famiglia e i miei amici cattolici.
Ora posso dire che ero pronto a incontrare i missionari mormoni, e specialmente a capire e ad accettare il loro messaggio, meno di un anno dopo, a causa di tutte quelle esperienze.
Ma cosa c’era dietro quel test psicologico? Le persone di Dianetics e Scientology. Il loro focalizzarsi sul miglioramento personale e il loro mescolare conoscenza scientifica, religiosa, e psicologica mi attrassero per un breve periodo, anche se non divenni mai coinvolto seriamente con loro, perché dopo l’interesse iniziale capii che essi non avevano le risposte che cercavo. Comunque, persino quest’esperienza relativamente negativa ebbe almeno un risvolto positivo. Scientology recise completamente i miei ultimi legami psicologici (e alcuni dottrinali) con la chiesa cattolica. Mi liberai ancor di più dal peso della tradizione e crebbi più forte nella speranza che ci fosse qualcosa là fuori, da qualche parte, in qualche organizzazione, o in qualche libro, che mi avrebbe potuto aiutare a rispondere alle mie domande sullo scopo della vita.
Ad alcuni può sembrare poco importante, ma avere il coraggio di essere non ortodosso, il coraggio di sfidare almeno nella nostra mente la tradizione è un passo importante prima che possiamo essere pronti a ricevere una testimonianza e ad accettare il vangelo restaurato. Questo fu vero specialmente per me, poiché io non accettai di essere battezzato nella chiesa mormone per ragioni sociali, o per un interesse temporaneo, ma solo perché fui toccato dallo Spirito dopo aver contemplato la semplice ma potente architettura e logica della dottrina mormone.
Il concetto di ottenere una testimonianza della verità dallo spirito di Dio implica che basarsi sulla tradizione per credere non è abbastanza, anche se la tradizione sembra vera. Infatti, nella chiesa di Gesú Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (chiesa mormone) persino i giovani nati da genitori che appartengono alla chiesa sono costantemente insegnati che devono ottenere una testimonianza personale della veritá, perchè le prove e tentazioni della vita sono troppo forti per vivere di luce imprestata.
Posso testimoniare con tutta la mia convinzione che la scrittura che dice: “cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto” (Luca 11:9) è vera, perché il Signore mi ha guidato per mano tramite diverse esperienze fino a quando ho trovato ciò che stavo veramente cercando, la vera chiesa di Gesù Cristo di nuovo stabilita sulla terra.
L’età oscura della mia vita venne dispersa quando alla fine incontrai i missionari e posso solo essere grato di essere nato in un’epoca in cui la vera chiesa è presente sulla faccia della terra. Non posso immaginare la durezza imposta su quelle persone che tentavano di trovare la chiesa quando essa non era sulla terra. Devo riconoscere che sono debitore alla chiesa cattolica della mia iniziale ma limitata comprensione del vangelo e del ruolo di Gesù Cristo. Questa fede in Gesú Cristo non mi ha mai lasciato anche se mi dirigevo verso altre religioni. Comunque devo a queste altre religioni una comprensione migliore di molti veri principi e una mente più aperta che mi ha aiutato a non temere quando alla fine ho trovato la vera chiesa di Gesù Cristo”
Nov
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Ma come si fa a credere ai mormoni?
Novembre 21, 2008 | 4 Comments
Oggi ho fatto una ricerca del termine “mormoni” su youtube. Il primo risultato era un video tradotto da un programma della televisione americana, in cui la storia di Joseph Smith e dei mormoni è ridicolizzata e attaccata, usando persino parolaccie.
Il secondo video, però è questo:
Io mi sono battezzato e sono diventato membro della Chiesa mormone più di 20 anni fa, e non me ne sono mai pentito, anzi, avrei voluto essere così fortunato di nascere in una famiglia della chiesa mormone che mi avrebbe potuto aiutare ad evitare molte incertezze e confusioni quando ero giovane.
Però penso a quelle persone che sentono parlare della chiesa e poi magari vanno su youtube e vedono un video come quello che ho citato, un video che attacca la chiesa e poi magari (spero), vedono un video come quello che ho messo su questo blog (e che è il secondo su youtube).
Persone che non conoscono la chiesa e neppure membri della chiesa, come fanno a sapere chi ha ragione? Come fanno a sapere se quello che i mormoni dicono è vero o è una frode? Penso che questa sia una sfida per tutti quelli che sinceramente stanno cercando delle risposte ai grandi problemi della vita. Sempre troveremo qualcuno pronto a criticare che cercherà di convincerci che siamo sulla strada sbagliata. Mi ricordo ancora quanti cercarono di convincermi che i mormoni mi stavano ingannando!
Ma una delle cose che notavo a quel tempo e che noto ancora, è che di solito quelli che criticano non hanno delle alternative migliori da offrire. Sono bravi a distruggere, ma quello che offrono in cambio non soddisfa. Infatti, se fossero così soddisfatti con quello che hanno non perderebbereo tanto tempo a cercare di distruggere quello che altri hanno trovato!
A quel tempo, e ancora oggi, per me una maneira semplice per sapere che cosa è vero e che cosa non è, è pregare e ascoltate i miei sentimenti. Questa è una maniera di sapere la verità. La logica aiuta, ma non è sufficiente.
Quindi io suggerirei a quelli che vedono video a favore e contro la chiesa di chiedersi: quali sentimenti ho provato quando vedevo il video a favore e quello contro? Pensate anche quale deve essere la motivazione di gente che perde tempo a creare video per attaccare la chiesa mormone. Non hanno niente di meglio da fare?
Mi sono reso conto già da molto tempo che malgrado la chiesa si sforzi di informare le persone e eliminare molti preconcetti e falsità, alla fine è impossibile convincere le persone usando la logica o persino documenti storici per provare i fatti. Senz’altro possono aiutare, ma alla fine quello che conta è la disposizione della persona.
Alla fine quello che conta è la sincerità della persona che sta cercando di trovare la verità e il suo desiderio di trovarla e seguirla.
Come è scritto nel libro di Mormon,
Ecco, vorrei esortarvi, quando leggerete queste cose, se sarà nella saggezza di Dio che le leggiate, che vi ricordiate quanto misericordioso sia stato il Signore verso i figlioli degli uomini, dalla creazione di Adamo fino al tempo in cui riceverete queste cose, e che le meditiate nel vostro cuore.
E quando riceverete queste cose, vorrei esortarvi a domandare a Dio, Padre Eterno, nel nome di Cristo, se queste cose non sono vere; e se lo chiederete con cuore sincero, con intento reale, avendo fede in Cristo, egli ve ne manifesterà la verità mediante il potere dello Spirito Santo.
E mediante il potere dello Spirito Santo voi potrete conoscere la verità di ogni cosa.
Sono mormone, in realtà, per usare le parole giuste, sono un membro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (tanto per essere sicuri che si capisca che siamo cristiani) e sono felice con la scelta che ho fatto e spero che tutti quelli che desiderano conoscere la verità abbiamo il coraggio di cercarla e se la trovano, di seguirla.