Mormoni per sempre: Testimonianza in poesia
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Alcuni anni fa alla Fondazione per il Meglio (More Good Foundation) abbiamo cominciato a pubblicare video con testimonianze di membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (Chiesa mormone) su youtube e recentemente ho ricevuto un’altra conferma dell’importanza di avere tali testimonianze in giro per l’internet. Questo è quello che mi ha scritto una persona recentemente:
Devi sapere che sia io (e la mia famiglia) … abbiamo sempre vissuto in un certo modo. Per quanto mi riguarda sto cercando di mettere ordine nella mia esistenza. Sto affrontando diverse questioni che mi travagliano praticamente da sempre. E’ difficile, ma se diverse persone che ho visto e sentito nel tuo sito ce l’hanno fatta, potrei riuscirsi anch’io.
In altre parole, questa persona ha letto alcuni articoli in alcuni dei nostri siti, ma specialmente ha ascoltato varie testimonianze in video e grazie a queste sta avendo il coraggio di migliorare la sua vita.
Una cosa importante però, è che ci sono persone con personalità e sensibilità differenti e quindi abbiamo bisogno di una certa varietà di testimonianze e storie di conversione.
Questa che ho ricevuto oggi dal fratello Giovanni Amendola è molto bella, e toccherà molte persone. Giovanni ha prodotto un breve video dove la storia della sua conversione è scritta in poesia, con una bella musica di sottofondo e belle immagini. Sono sicuro che molti saranno toccati dal suo video. Grazie Giovanni!
Un musulmano traduce il Libro di Mormon ed è convertito
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Un musulmano traduce il Libro di Mormon ed è convertito. Ho ricevuto questa storia da un amico. Sembra che sia stata registrata dall’ Anziano Russell M. Nelson, apostolo della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Anziano Nelson racconta:
Il mio vicino, Sami Hanna, è un nativo egiziano. E’ uno studioso accademico che si é trasferito nel nostro quartiere per accettare un incarico all’università di specialista in Studi Medio-orientali e nel gruppo delle lingue semitiche come arabo, etiopico, ebraico, aramaico, e assiro.
Essendo un nuovo arrivato nella nostra comunità, sentiva un po’ di curiosità verso i mormoni. A sentire che la parola “mormone” deriva dalla nostra convinzione che il Libro di Mormon è Scrittura divina fu incuriosito dall’esistenza del Libro di Mormon.
Egli aveva erroneamente pensato che questo fosse letteratura americana. Quando fu stato detto che il Libro di Mormon era stato tradotto dai caratteri egiziani antichi o da caratteri geroglifici modificati dall’ebraico in inglese dal profeta Joseph Smith divenne ancora più interessato, perché questa era la sua lingua madre e lui conosce molto le altre lingue semitiche e le lingue moderne.
Così sentì come una sfida di conoscere questo libro, e avviò il progetto di tradurre il Libro di Mormon dall’inglese all’arabo. Questa traduzione era diversa da altri traduttori, per questo doveva essere una traduzione posteriore alla lingua originale del libro.
Per farla breve, il processo di questa traduzione divenne il processo della sua conversione, perché egli seppe ben presto che il libro di Mormon è un documento divino anche non sapeva praticamente nulla dell ‘organizzazione della Chiesa o dei suoi programmi. La sua conversione avvenne esclusivamente dalla parte linguistica del libro che, ha scoperto non avrebbe mai potuto essere scritto da un americano, non importa quanto dotato.
Alcune di queste osservazioni credo saranno di vostro interesse, come sono state per me, per chiarire alcuni degli aspetti unici del libro.
1. Giarom 2: “E ‘necessario essere…” Questa espressione, strana e goffa in inglese, è eccellente grammatica araba. Altrove nel libro l’uso dei verbi composti “mangiava”,
“Andato”, “ha sorriso” sebbene brutti e raramente usati in inglese, sono grammatica classica e corretta nelle lingue semitiche.
3. Parole di Mormon 17: Si fa riferimento qui come in altre parti del Libro di Mormon, a “la rigidità di collo” del suo popolo. Fratello Hanna percepisce che questa parola sarebbe molto insolita da usare per un giovane americano come Joseph Smith.
Un americano avrebbe preferito probabilmente un aggettivo come “ostinazione” o “inflessibilità”. Ma il costume in lingua araba è di utilizzare proprio un aggettivo descrittivo. Durezza di Cervice è un aggettivo che usano nel descrivere una persona ostinata.
4. Mosia 11:8 “Re Noè costruì molte edifici eleganti e spaziosi ornati di ottime lavorazioni e cose preziose, tra cui lo Ziff. “Vi siete mai chiesti il significato della parola “Ziff” riferito in questa scrittura? Questa parola, anche se si trova nel Libro di Mormon, non è contenuta nei dizionari di lingua inglese. Eppure si traduce molto bene in lingua araba, perché Ziff è un particolare tipo di spada ricurva un po’ come una scimitarra che viene portata in un fodero e spesso utilizzata per bellezza, nonché per scopi più pratici. La scoperta della parola “Ziff” nel Libro di Mormon ha davvero entusiasmato il mio vicino, il fratello Hanna.
5. Alma 63:11 Si fa riferimento ad Helaman, figlio di Helaman. Perché Joseph Smith non interpreta questo come Helaman, Jr., che sarebbe stato più logico per lui, che portava lo stesso nome di suo padre ed era chiamato Joseph Smith, Jr.?
Il fratello spiega Hanna, non vi è la parola “junior “da usare in questa circostanza. Il loro costume è quello di utilizzare la terminologia Joseph, figlio di Joseph; Helaman, figlio di Helaman, ecc.
6. Helaman 1:3 Qui si fa riferimento alla lotta per il seggio del giudizio.
Brother Hanna ricorda che l’uso del termine “tribunale” sarebbe del tutto strano per un americano che avrebbe potuto usare un sostantivo più familiare come governatore, presidente, o dominatore. Eppure, in costume arabo, il luogo del potere è nel seggio del giudizio e chi occupa quella sede, è l’autorità e il potere.
L’autorità va con il seggio e non con l’ufficio o la persona. Quindi, questo, nelle lingue semitiche, connota esattamente il significato.
7 3:14 Helaman In questo versetto, c’è un totale di diciotto “e”. I revisori del Libro di Mormoni hanno, a volte, criticato la grammatica in un passaggio dove l’uso della parola “E” sembra così ripetitivo. Eppure Fratello Hanna spiega che ciascuna delle “e” in questo verso è assolutamente essenziale per il significato, quando questo versetto si esprime in arabo, perché l’omissione di qualsiasi “e” vanificherebbe le parole significato.
8. Helaman 3,18-19 Vi siete chiesti perché il Libro di Mormon cita un sistema di numerazione come questo? Si dice «quarant’anni e sei, sette e quaranta, quaranta e otto?” No!
L’ interpretazione normale di Joseph Smith sarebbe dovuta essere più opportunamente quarantasei, quarantasette, quarantotto invece di quaranta e sei…
Brother Hanna osserva eccitato che l’uso di “e” a quarant’anni e sei “è proprio corretto arabo. Ricordate che i numero, come pure come la lettura, vanno da destra a sinistra e recitano i loro numeri con la “e” per separare le colonne.
Beh, ho appena citato alcuni di questi esempi. Ce ne sono molti altri! Come dirigenti Santi degli Ultimi Giorni siamo consapevoli dell’ origine semitica del Libro di Mormon.
Il fatto che uno studioso arabo come questo veda una bella consistenza interna nella traduzione del Profeta Joseph Smith, è di grande interesse. Il profeta Joseph non si limitò a fare una traduzione dai geroglifici egiziani all’inglese, ma tradusse parola per parola.
Il fratello Hanna ha detto che il Libro di Mormon semplicemente scorreva nuovamente dentro la lingua araba.
Corso Dante: Dove ho incontrato i missionari mormoni per la prima volta
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In dicembre ero in Italia, visitando parenti e amici, e luoghi interessanti con mio figlio Luca che era appena tornato da una missione (mormone) in Boston. Sono stato ad Asti per vari giorni e alcune volte sono andato su e giù per Corso Dante, una delle vie principali della città. A me è sempre piaciuto passeggiare in centro ad Asti, ma è una cosa difficile da fare in Utah, specialmente in Orem, dove le strade sono larghissime e non sono fatte per le persone, ma per le macchine. Mentre passeggiavo un giorno ho ripensato a quando ho incontrato i missionari della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (missionari mormoni) per la prima volta, proprio in Corso Dante, e così ho chiesto a Luca di fotografarmi, più o meno nel punto dove li avevo incontrati per la prima volta, anziano Forbes e anziano Burton.
L’incontro con i missionari non avvenne per caso, dato che stavo da anni cercando qualcosa che mi sfuggiva, un proposito nella vita e la risposta a molte domande importanti. ma fu un incontro che cambiò la mia vita per sempre e per il quale non sarò mai sufficientemene grato. Insomma, Corso Dante, passeggiare per Corso Dante ad Asti ha avuto conseguenze eterne per me. Chi lo avrebbe detto, a volte fare cose semplici, come uscire al momento giusto e dirigersi al posto giusto, può cambiare la nostra vita. Io non credo nel caso, e probabilmente il Signore avrebbe trovato un’altra maniera di raggiungermi prima o poi, ma senz’altro quel giorno io feci la cosa giusta, al momento giusto, e fui benedetto da quella semplice decisione. Molte altre volte nella mia vita ho notato che cercare di sentire i sussurri dello spirito del Signore e seguire i suoi consigli e fare la cosa giusta, al momento giusto, anche se si tratta di una cosa semplice, può avere grandi conseguenze. Come dice il Libro di Mormon:
…ma ecco, io ti dico che mediante cose piccole e semplici si avverano grandi cose; e in molti casi i piccoli mezzi confondono i savi.
E il Signore Iddio opera tramite dei mezzi per realizzare i suoi grandi ed eterni propositi; e con piccolissimi mezzi il Signore confonde i savi e realizza la salvezza di molte anime (Alma 37:6-7)
Luca, nella sua missione, ha trovato il figlio del missionario che aveva trovato me…
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Questa che è successa a mio figlio, Luca, che è in missione per la chiesa mormone a Boston, Massachusetts è un’esperienza veramente molto interessante. Ha trovato il figlio del missionario che più di vent’anni fa, in Italia aveva trovato me. Queste sono le parole di Luca a me, in una delle sue recenti email (fra parentesi ci sono i miei commenti per aiutare a capire cosa Luca stia implicando)

L’ anziano Luca Martinengo e l’anziano Burton, il giovane
Non so perché ho avuto questa esperienza ma era interessante e ha costruito la mia testimonianza…questo è quel che è successo. Ti avevo chiesto di darmi l’indirizzo email di Forbes (Forbes è uno dei due missionari che mi hanno insegnato il vangelo più di vent’anni fa in Italia) e tu l’hai fatto. Quella settimana ho scritto a Forbes e gli ho detto di raccontarmi un po’ la storia, come ti hanno trovato in Italia e cosa accadde … Forbes mi rispose la settimana dopo e io lessi velocemente l’ email, lo stampai e lo misi da parte senza farci molta attenzione.
Bene, in genere ogni mattina prego per cercare di sapere che cosa vuole il Signore che io studio e per qualche strano motivo non mi veniva in mente niente, non avevo nessuna risposta, così ero un po’ frustrato e stavo per smettere quando mi venne un pensiero, di aprire lo zaino e vedere cosa c’era dentro. Lo feci e vidi l’email di Forbes. Allora mi sentii ispirato a tirar fuori la storia della tua conversione che avevo stampato da internet e decisi di leggere quelle due pagine.
Penso di aver letto per prima la storia della tua conversione, poi andai a leggere l’email di Forbes, e la lessi tutta ma non succedeva niente di speciale fino a quando non decisi di leggerla di nuovo con più attenzione. Quando lo feci di nuovo, notai che il nome che avevo visto sull’email era BURTON, che Forbes mi disse era il missionario che ti aveva trovato, e in quell’esatto momento vidi nella mia mente il viso di un missionario, che era stato addestrato dal mio buon collega a Pittsfield, quando il erao già arrivato sull’isola (Martha’s Veneyard), anche lui si chiamava Burton…
Nella mia testa si affollarono almeno dieci domande diverse e il pensiero che lui era il figlio del missionario che era con Forbes quando ti trovò…. Siccome Forbes mi disse che Burton era stato trasferito subito dopo che ti avevano trovato. Così chiamai l’anziano Payne che non serviva più con Burton ma io gli posi alcune domande, per vedere se c’era la possibilità, che questo anziano Burton fosse il figlio del Burton che ti aveva trovato in Italia. Lo Spirito che sentivo era così forte che non potrei veramente descriverlo. Mentre ponevo le domande Payne rispose and esse e mi domandò perché stavo chiedendo quello e io gli dissi che poteva darsi che il padre di BURTON fosse quello che ti aveva trovato.
Così chiamai BURTON e gli feci le stesse domande ed egli rispose allo stesso modo ed entrambi cominciammo a piangere e non si può credere lo Spirito che sentivamo. Non so perché ho avuto questa esperienza, ma…sì… così suo figlio sta svolgendo la missione a quaranta minuti di distanza da me. Non so se tu te lo ricordi, se lui abbia mai scoperto che tu ti eri battezzato o no… ma quella è stata un’esperienza per me …
Non credo nel caso, ma allo stesso tempo non so esattamente perché è successo questo, ma questa era un’altra grande esperienza che mio figlio, Luca, ha avuto nella sua missione. I missionari mormoni fanno il lavoro di Dio, e quando servono fedelmente hanno il diritto di ricevere molte benedizioni, incluse queste esperienze che rafforzano la loro testimonianza della verità del vangelo e dell’importanza di svolgere delle missioni per il Signore.
Giuseppe Martinengo: prima di diventare mormone
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Questa é una breve storia delle esperienze che mi preparono a capire ed accettare il messaggio portato dai missionari mormoni e diventare un membro della chiesa di Gesú Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (chiesa mormone).
” Non sono nato mormone, e non sono stato allevato in Utah, fra I mormoni, ma sono stato allevato come cattolico, in Italia. Quando avevo 10 anni mio padre morì di cancro ai polmoni, (fumava) all’età di 47 anni. La sua morte cambiò ogni cosa nella mia vita.
Malgrado gli sforzi fatti da mia madre per aiutarmi ad affrontare la situazione, capii ben presto che qualcosa era cambiato non solo esternamente, nella mia vita normale, ma anche dentro di me. Non ero più come molti altri bambini che possono continuare ad essere bambini senza molti problemi e specialmente senza molte domande sulla vita o tristezze improvvise.
A causa della morte di mio padre notai che alcuni avevano iniziato a trattarmi in modo diverso e col tempo dovetti affrontare alcune domande difficili sullo scopo della nostra esistenza sulla terra. Non capivo quanto fosse importante ciò che stava accadendo dentro di me fino a quando non ebbi 13 o 14 anni. Comunque a 14 anni, stavo cominciando ad essere del tutto insoddisfatto del mondo attorno a me, delle risposte alle domande importanti della vita, che mi davano i miei insegnanti, la famiglia, o i ministri religiosi. Cominciai a capire che forse qualcosa mancava nel modo di vedere del mondo e nel credo della maggior parte delle persone che mi stavano intorno ma non sapevo cosa.
E’ importante sottolineare che la presenza della chiesa cattolica era molto forte nel mio ambiente che posso ricordare una volta, quando avevo 9 o 10 anni, un cui durante una lezione a scuola su persone di altri credi mi chiesi: “Come possono le persone non essere cattoliche? Non sanno che vivranno per sempre all’inferno? Perché non cambiano religione e diventano tutti cattolici?”. Tale era il potere della tradizione nel mio ambiente .
La morte di mio padre comunque, cominciò a cambiare la mia situazione. A volte il Signore lavora in modi misteriosi per raggiungere i suoi scopi. Infatti dopo la sua morte mia madre ridusse il suo coinvolgimento con la chiesa cattolica. Era ancora cattolica, ma, forse siccome non aveva trovato l’aiuto che cercava in quell’organizzazione per superare la sua perdita cominciò a cercare altrove.
Cominciò a leggere libri sulle religioni orientali e su filosofie come yoga, zen e buddismo, in particolare cominciò a legger e e praticare yoga. La sua esplorazione mi aprì un nuovo mondo. All’improvviso stavo imparando di altre religioni e filosofie e stavo scoprendo che c’erano un sacco di cose buone da essere imparate. Cominciai a capire che forse la chiesa cattolica non aveva le risposte migliori alle domande della vita.
Inoltre cominciai a prendere confidenza col concetto di progresso spirituale e l’idea di miglioramento spirituale. Non che questi concetti siano del tutto assenti dalla tradizione cattolica, ma nella vita quotidiana di un cattolico lo sono, poiché si pone l’enfasi solo per quelli che abbandonano la vita “normale” e diventano “preti e suore, per sempre singoli, a tempo pieno”. Il mio “eroe” favorito era S. Francesco d’Assisi, ma non mi piaceva l’idea che un uomo o una donna religiosi dovessero evitare il matrimonio per seguire una vita religiosa. Avevo un caro amico, Stefano, che era membro di un piccolo gruppo protestante. Ero sempre stato affascinato dal fatto che questo, ed altri gruppi protestanti, rigettavano il principio di celibato nella loro chiesa. Quando persone come me, sono immerse in una forte cultura cattolica, anche questi piccoli esempi o idee possono, col tempo, fare una grande differenza e darci il coraggio di cercare qualcosa di diverso malgrado la forte pressione della tradizione.
Quando avevo 15 anni ebbi un’altra esperienza chiave. La scena era una gita a Roma. Scopo di essa era di portare i giovani cattolici di tutta Europa a incontrare il papa. A quel tempo ero insieme ai giovani cattolici della mia parrocchia, anche se stavo cominciando a questionare alcuni dei nostri credi. Durante quel viaggio accadde qualcosa di speciale.
In quel giorno fissato migliaia di giovani erano pronti ad incontrare il papa nella basilica di San Pietro. Ci eravamo preparati per mesi a questo raduno speciale. I giovani di tutta l’Europa avevano viaggiato per arrivare là.
Ovviamente quando arrivammo il papa non era presente e così sedemmo tutti sul pavimento della chiesa e cominciammo a cantare. Io veramente non cantavo, ma ascoltai per quasi un’ora quei canti gregoriani e cominciai a sentirmi male. Avevo grandi aspettative su quel raduno speciale col papa, ma dopo un po’ cominciai a chiedermi: “Che sto facendo qui? Perché sono qui dopotutto? Proprio solo perché gli altri mi avevano detto che era speciale?”. Per un po’ mi feci forza, poi mi alzai e partii. Ebbi un senso di sollievo quando lasciai quella strana atmosfera nella basilica di San Pietro. Avevo uno zio a Roma e decisi di andare a trovarlo e passare un po’ di tempo con la sua famiglia invece di incontrare il papa, pensai.
Sulla via del ritorno alla mia città nell’Italia del nord, mentre eravamo ancora sul treno ebbi l’opportunità di dire ciò che avevo fatto alla nostra guida principale, un prete amichevole e molto alla mano. Gli parlai dei miei sentimenti, dei miei dubbi e del fatto che avevo lasciato il raduno. Cominciai a fargli domande sui credi cattolici. Dopo aver ascoltato e discusso con me per un po’ mi disse “Se credi questo, allora non sei un cattolico”. Quella era veramente un’affermazione forte, un richiamo all’ortodossia. Restai un po’ perplesso, ma risposi “Allora probabilmente non sono un cattolico!”.
Suppongo che lo Spirito del Signore era presente quel giorno per sostenermi e aprirmi la mente, perché mi sentii sollevato quando dissi quel che stavo pensando veramente e non ebbi paura della reazione del prete. Dopo quell’episodio la mia ricerca di risposte si diresse principalmente fuori dalla chiesa cattolica, dal momento che un prete apparentemente di mente aperta aveva mancato nell’aiutarmi a capire. Quando messo di fronte a domande difficili non aveva trovato niente di meglio che suggerirmi di basarmi sulla fede cieca o considerarmi un eretico!
Dopo quell’episodio passarono vari anni e io continuavo ad incontrarmi coi miei amici cattolici, ma adesso ero sempre più interessato a leggere libri di altre religioni. I libri erano la mia principale fonte di informazione sulla religione. Un autore che ebbe veramente una forte influenza per un certo periodo, fu, per esempio Sri Aurobindo. Non posso ricordare i dettagli di quel che leggevo a quel tempo, ma Sri Aurobindo nei suoi libri suggerisce che l’umanità può evolversi spiritualmente al di là delle sue correnti limitazioni e raggiungere uno stato futuro di esistenza “sopramentale”. Questo sarebbe come un passo “evolutivo” per l’umanità, che condurrebbe a una vita divina sulla terra. Adesso questo mi fa pensare al Millennio, anche se secondo la Bibbia questa vita “quasi divina” non sarà il prodotto dell’ ”evoluzione” ma del ritorno di Gesú sulla terra e dell’osservanza dei comandamenti da parte delle persone che vivranno in quell’epoca futura. Ma a quel tempo fu un concetto interessante che mi diede della speranza e del significato per il futuro.
Basato sulla mia attuale conoscenza e testimonianza degli insegnamenti della chiesa mormone, non posso fare a meno di pensare che leggendo i suoi scritti io stavo muovendo un passo avanti verso la comprensione di concetti chiave del mormonismo, alcuni dei quali non sono chiari o persino accettati da molti cristiani tradizionali. Credo che lo spirito del Signore insegna alle persone nel loro linguaggio e livello di comprensione, e le spinge avanti un passo per volta fino a quando sono pronti per la pienezza del vangelo.
La mia ricerca della verità continuò a intensificarsi fino a che raggiunse il suo climax quando ebbi diciannove anni. Un giorno ero a Torino, dove avrei dovuto continuare i miei studi di fisica. Avevo scelto di studiare fisica non perché volessi diventare un novello Einstein ma a causa di libri come “Il Tao della fisica” di Fritjof Capra, libri che discutono i paralleli fra la fisica moderna ed il misticismo orientale.
Probabilmente non è necessario dire che poiché il mio interesse per la fisica non era niente più che un altro passo nella mia ricerca della verità, ero molto deluso con il mio programma di studi all’università di Torino.
Perciò, come in molte altre occasioni, il quel giorno particolare non stavo studiando fisica ma leggendo un libro sulla storia della filosofia indiana. A un certo punto, decisi di fare una passeggiata per rilassarmi e pensare alla vita. Mentre stavo camminando in città qualcuno mi fermò e mi chiese se volessi fare un test psicologico. Non l’ho detto prima, ma mi interessava anche la psicanalisi e la psicologia e mi piacevano in particolare libri come quello di Eric Fromm “L’arte di amare” o “Essere o avere?” e così via. Perciò in qualche modo mi incuriosii per quel test.
Quel test fu l’inizio del mio ultimo passo nella mia ricerca della verità. Dopo quello persi la mia paura di disconnettermi dalla tradizione cattolica e divenni quasi incomprensibile per la mia famiglia e i miei amici cattolici.
Ora posso dire che ero pronto a incontrare i missionari mormoni, e specialmente a capire e ad accettare il loro messaggio, meno di un anno dopo, a causa di tutte quelle esperienze.
Ma cosa c’era dietro quel test psicologico? Le persone di Dianetics e Scientology. Il loro focalizzarsi sul miglioramento personale e il loro mescolare conoscenza scientifica, religiosa, e psicologica mi attrassero per un breve periodo, anche se non divenni mai coinvolto seriamente con loro, perché dopo l’interesse iniziale capii che essi non avevano le risposte che cercavo. Comunque, persino quest’esperienza relativamente negativa ebbe almeno un risvolto positivo. Scientology recise completamente i miei ultimi legami psicologici (e alcuni dottrinali) con la chiesa cattolica. Mi liberai ancor di più dal peso della tradizione e crebbi più forte nella speranza che ci fosse qualcosa là fuori, da qualche parte, in qualche organizzazione, o in qualche libro, che mi avrebbe potuto aiutare a rispondere alle mie domande sullo scopo della vita.
Ad alcuni può sembrare poco importante, ma avere il coraggio di essere non ortodosso, il coraggio di sfidare almeno nella nostra mente la tradizione è un passo importante prima che possiamo essere pronti a ricevere una testimonianza e ad accettare il vangelo restaurato. Questo fu vero specialmente per me, poiché io non accettai di essere battezzato nella chiesa mormone per ragioni sociali, o per un interesse temporaneo, ma solo perché fui toccato dallo Spirito dopo aver contemplato la semplice ma potente architettura e logica della dottrina mormone.
Il concetto di ottenere una testimonianza della verità dallo spirito di Dio implica che basarsi sulla tradizione per credere non è abbastanza, anche se la tradizione sembra vera. Infatti, nella chiesa di Gesú Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (chiesa mormone) persino i giovani nati da genitori che appartengono alla chiesa sono costantemente insegnati che devono ottenere una testimonianza personale della veritá, perchè le prove e tentazioni della vita sono troppo forti per vivere di luce imprestata.
Posso testimoniare con tutta la mia convinzione che la scrittura che dice: “cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto” (Luca 11:9) è vera, perché il Signore mi ha guidato per mano tramite diverse esperienze fino a quando ho trovato ciò che stavo veramente cercando, la vera chiesa di Gesù Cristo di nuovo stabilita sulla terra.
L’età oscura della mia vita venne dispersa quando alla fine incontrai i missionari e posso solo essere grato di essere nato in un’epoca in cui la vera chiesa è presente sulla faccia della terra. Non posso immaginare la durezza imposta su quelle persone che tentavano di trovare la chiesa quando essa non era sulla terra. Devo riconoscere che sono debitore alla chiesa cattolica della mia iniziale ma limitata comprensione del vangelo e del ruolo di Gesù Cristo. Questa fede in Gesú Cristo non mi ha mai lasciato anche se mi dirigevo verso altre religioni. Comunque devo a queste altre religioni una comprensione migliore di molti veri principi e una mente più aperta che mi ha aiutato a non temere quando alla fine ho trovato la vera chiesa di Gesù Cristo”
Cosa credono i mormoni (altri video con storie di conversione)
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Per continuare quello che ho cominciato ieri, in questo blog voglio aggiungere alcuni altri video con storie di conversione di membri della chiesa mormone. Come potete constatare sono molto diverse le une dalle altre, ma il Signore attrae alla sua chiesa persone diverse usando metodi diversi. Questi non sono video fatti professionalmente, ma questo non importa, dato che quello che conta è il messaggio e lo spirito che possiamo sentire ad ascoltare queste storie.
Alcuni di questi video li ho filmati personalmente l’anno scorso in Italia o negli Stati Uniti. Invito tutti quelli che hanno una storia simile a prendere un pò di coraggio e raccontare la loro storia per ispirare altri, membri e non membri della chiesa mormone.
Angela Moro, di Alessandria
Gabriella Poncino di Asti – è un pò lunga ma vale la pena
Giovanna Martinengo parla delle famiglie
Trent Lott – un missionario americano coraggioso, dando la sua testimonianza in italiano
Ma cosa credono i Mormoni? Conversioni Mormone
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Questo blog oggi è dedicato ad alcuni amici che hanno avuto il coraggio di farsi filmare da me o da altri (a volte a sorpresa, senza molta preparazione) e hanno raccontato come è avvenuta la loro conversione alla chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (la Chiesa mormone) o hanno descritto il valore di alcuni principi che hanno imparato nella Chiesa o dai missionari mormoni.
I mormoni sono gente normale, non sono gli Amish (con tutto il rispetto possibile per gli Amish, però viviamo nel mondo moderno e apprezziamo la tecnologia, anche se ne riconosciamo le limitazioni e i pericoli), abbiamo una moglie sola, paghiamo la decima (e questo lo so è difficile per alcuni), non fumiamo, nè beviamo bevande alcoliche o caffè.
Crediamo nella Bibbia, ma crediamo anche nel Libro di Mormon, non siamo cattolici nè protestanti, ma siamo cristiani come dice il nome della chiesa, Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.
Sappiamo che ci sono persone che dicono un sacco di fesserie riguardo ai mormoni, ma non ci preoccupiamo troppo perchè sappiamo che la verità prima o poi si farà strada.
Crediamo anche che Gesù Cristo ritornerà sulla terra e prima che Lui ritorni ci saranno tempi molto difficili come spiegano le scritture. Crediamo anche in profeti moderni dato che Dio non cambia e si preoccupa con i suoi figli così come si preoccupava al tempo di Mosè. Rispettiamo tutte le chiesa e diamo il diritto a tutti di credere quello che vogliono, però con molta sincerità e con il massimo tatto possibile diciamo a tutti che la Chiesa mormone è la vera chiesa di Gesù Cristo ristabilita sulla terra dopo molti secoli di apostasia ( o perdita della verità). Alcuni si offendono, alcuni ci attaccano, e alcuni proprio non si importano…ma noi continuiamo, dato che fare lavoro missionario è uno dei grandi principi del vangelo.
Adesso, segue una serie di brevi video con alcune storie di conversione alla chiesa mormone.
Questo è Marco Massano, di Alessandria
Questa è Maria Arcidiacono (presa proprio di sorpresa…)
Questa è Vanessa Malara, di Alessandria
E questo è Filippo Magistro… prima di diventare un famoso attore…
Per chi vuole sapere di più è solo aspettare fino al prossimo blog, o scrivere un commento!
Ma come si fa a credere ai mormoni?
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Oggi ho fatto una ricerca del termine “mormoni” su youtube. Il primo risultato era un video tradotto da un programma della televisione americana, in cui la storia di Joseph Smith e dei mormoni è ridicolizzata e attaccata, usando persino parolaccie.
Il secondo video, però è questo:
Io mi sono battezzato e sono diventato membro della Chiesa mormone più di 20 anni fa, e non me ne sono mai pentito, anzi, avrei voluto essere così fortunato di nascere in una famiglia della chiesa mormone che mi avrebbe potuto aiutare ad evitare molte incertezze e confusioni quando ero giovane.
Però penso a quelle persone che sentono parlare della chiesa e poi magari vanno su youtube e vedono un video come quello che ho citato, un video che attacca la chiesa e poi magari (spero), vedono un video come quello che ho messo su questo blog (e che è il secondo su youtube).
Persone che non conoscono la chiesa e neppure membri della chiesa, come fanno a sapere chi ha ragione? Come fanno a sapere se quello che i mormoni dicono è vero o è una frode? Penso che questa sia una sfida per tutti quelli che sinceramente stanno cercando delle risposte ai grandi problemi della vita. Sempre troveremo qualcuno pronto a criticare che cercherà di convincerci che siamo sulla strada sbagliata. Mi ricordo ancora quanti cercarono di convincermi che i mormoni mi stavano ingannando!
Ma una delle cose che notavo a quel tempo e che noto ancora, è che di solito quelli che criticano non hanno delle alternative migliori da offrire. Sono bravi a distruggere, ma quello che offrono in cambio non soddisfa. Infatti, se fossero così soddisfatti con quello che hanno non perderebbereo tanto tempo a cercare di distruggere quello che altri hanno trovato!
A quel tempo, e ancora oggi, per me una maneira semplice per sapere che cosa è vero e che cosa non è, è pregare e ascoltate i miei sentimenti. Questa è una maniera di sapere la verità. La logica aiuta, ma non è sufficiente.
Quindi io suggerirei a quelli che vedono video a favore e contro la chiesa di chiedersi: quali sentimenti ho provato quando vedevo il video a favore e quello contro? Pensate anche quale deve essere la motivazione di gente che perde tempo a creare video per attaccare la chiesa mormone. Non hanno niente di meglio da fare?
Mi sono reso conto già da molto tempo che malgrado la chiesa si sforzi di informare le persone e eliminare molti preconcetti e falsità, alla fine è impossibile convincere le persone usando la logica o persino documenti storici per provare i fatti. Senz’altro possono aiutare, ma alla fine quello che conta è la disposizione della persona.
Alla fine quello che conta è la sincerità della persona che sta cercando di trovare la verità e il suo desiderio di trovarla e seguirla.
Come è scritto nel libro di Mormon,
Ecco, vorrei esortarvi, quando leggerete queste cose, se sarà nella saggezza di Dio che le leggiate, che vi ricordiate quanto misericordioso sia stato il Signore verso i figlioli degli uomini, dalla creazione di Adamo fino al tempo in cui riceverete queste cose, e che le meditiate nel vostro cuore.
E quando riceverete queste cose, vorrei esortarvi a domandare a Dio, Padre Eterno, nel nome di Cristo, se queste cose non sono vere; e se lo chiederete con cuore sincero, con intento reale, avendo fede in Cristo, egli ve ne manifesterà la verità mediante il potere dello Spirito Santo.
E mediante il potere dello Spirito Santo voi potrete conoscere la verità di ogni cosa.
Sono mormone, in realtà, per usare le parole giuste, sono un membro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (tanto per essere sicuri che si capisca che siamo cristiani) e sono felice con la scelta che ho fatto e spero che tutti quelli che desiderano conoscere la verità abbiamo il coraggio di cercarla e se la trovano, di seguirla.
Giuseppe Martinengo: la mia conversione
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Era quasi ora che lo facessi e finalmente mi sono deciso a registrare in video la storia della mia conversione. Brevemente descrivo come ho conosciuto i missionari della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (Chiesa Mormone) e come sono diventato un membro della Chiesa.
Ho rifatto il video recentemente, dato che l’ immagine era distorta ed era anche troppo lungo. Adesso è tutto in un solo video.
Comunque spero che sia di aiuto a membri e non membri della Chiesa che lo vedranno.