L’Induismo, una delle religioni più antiche e complesse del mondo, è straordinariamente ampio e inclusivo. Nella sua essenza, secondo l’interpretazione di Huston Smith, si fonda su un principio fondamentale: Puoi avere ciò che desideri. Questa idea non è una vaga promessa, ma una comprensione strutturata delle aspirazioni umane e dei percorsi che le persone intraprendono alla ricerca della realizzazione. Sorge quindi la domanda: cosa desiderano veramente le persone?

Il pensiero indù riconosce che i desideri umani generalmente evolvono attraverso diverse fasi e classifica queste aspirazioni in quattro obiettivi primari della vita, noti come Purushartha: Kama (piacere), Artha (successo), Dharma (dovere) e Moksha (liberazione). I primi due — piacere e successo — appartengono a quello che viene chiamato il Sentiero del Desiderio, mentre gli ultimi due appartengono al Sentiero della Rinuncia, dove si cerca la realizzazione al di là del mondo materiale.

Il Sentiero del Desiderio: Piacere e Successo

Il primo e più immediato obiettivo nella vita è il piacere (Kama). L’Induismo non nega né condanna il desiderio umano di piacere. Al contrario, riconosce che il piacere è una ricerca naturale e legittima. Che si tratti di godimento sensoriale, amore, arte, musica o compagnia, il piacere è qualcosa che le persone cercano istintivamente.

L’Induismo fornisce persino una guida su come sperimentare il piacere saggiamente, enfatizzando la raffinatezza e l’equilibrio. Tuttavia, col tempo, gli individui possono rendersi conto che il piacere da solo non è pienamente soddisfacente. È fugace, temporaneo e spesso egocentrico. Non importa quanto piacere si provi, non è mai abbastanza da fornire una realizzazione duratura. Alla fine, molte persone si ritrovano a desiderare qualcosa di più.

Questo porta alla seconda grande ricerca: il successo mondano (Artha). Il successo assume molte forme: ricchezza, potere e riconoscimento sociale. A differenza del piacere, che è principalmente personale, il successo è più orientato verso l’esterno. Garantisce influenza, sicurezza e un senso di realizzazione. L’Induismo non scoraggia nemmeno questa ricerca. Infatti, riconosce l’importanza della stabilità, della prosperità e della responsabilità nella società.

Tuttavia, come per il piacere, il successo ha i suoi limiti. Primo, è competitivo: il guadagno di una persona spesso comporta la perdita di un’altra. Secondo, è insaziabile: c’è sempre di più da raggiungere e la soddisfazione del successo è spesso di breve durata. Infine, è temporaneo: ricchezza, potere e fama non durano oltre la vita di una persona. Una persona che ha raggiunto un grande successo può ancora sentire un desiderio più profondo, intuendo che deve esserci qualcosa al di là delle realizzazioni materiali.

A questo punto, un individuo può iniziare a chiedersi: C’è qualcosa di più grande del piacere e del successo? L’Induismo insegna che quando una persona raggiunge questo stadio di comprensione, è pronta a superare il Sentiero del Desiderio.

Il Sentiero della Rinuncia: Dovere e Liberazione

Per coloro che cercano qualcosa al di là del piacere e del successo personale, la fase successiva è Dharma (dovere e rettitudine). Dharma rappresenta il vivere in accordo con principi morali, responsabilità e un senso di uno scopo più grande. Implica servire gli altri, sostenere la giustizia e adempiere al proprio ruolo nella società. Sebbene possa richiedere sacrificio, molte persone trovano profonda soddisfazione nel dedicarsi a una causa, a una famiglia o a una comunità.

Il Dharma è considerato una ricerca superiore al piacere o al successo perché sposta l’attenzione dai desideri egocentrici verso il benessere degli altri. Una persona che segue il Dharma non pensa più solo a ciò che può guadagnare, ma a ciò che può dare. Tuttavia, anche il Dharma non è l’obiettivo finale. Sebbene fornisca un senso di significato, appartiene ancora al mondo delle esperienze temporanee.

L’obiettivo più alto e finale, secondo l’Induismo, è Moksha (liberazione). Moksha è la libertà ultima — la liberazione dal ciclo di nascita e rinascita (samsara). È la realizzazione della propria vera natura, che è al di là degli attaccamenti e delle limitazioni mondane. Nella filosofia indù, questa è la fase in cui si comprende di non essere solo un sé individuale (Atman) ma parte di una realtà più grande e infinita (Brahman). Raggiungere Moksha significa raggiungere uno stato di profonda pace interiore, saggezza e illuminazione spirituale.

Un Risveglio Graduale

L’Induismo insegna che le persone non devono affrettarsi verso la rinuncia o forzarsi ad abbandonare prematuramente il piacere e il successo. Ogni fase della vita ha il suo scopo e i desideri non dovrebbero essere repressi, ma compresi e sperimentati pienamente. La progressione naturale dalla ricerca del piacere, al raggiungimento del successo, all’abbraccio del dovere e infine alla ricerca della liberazione fa parte del viaggio della vita.

Non tutti raggiungono la fase finale in una sola vita, e va bene così. L’Induismo riconosce che le persone si muovono a ritmi diversi e che tutti i desideri sono validi finché vengono perseguiti con consapevolezza e responsabilità. La chiave è riconoscere quando un desiderio è stato soddisfatto e quando è il momento di passare a qualcosa di più grande.

In definitiva, l’Induismo non impone un singolo percorso, ma offre una struttura per comprendere le aspirazioni umane. Guida dolcemente gli individui verso la scoperta di sé, permettendo loro di cercare ciò che desiderano — finché non sono pronti a cercare ciò di cui hanno veramente bisogno.

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